Che Richard D. James (Limerick, 1971), meglio conosciuto come Aphex Twin, fosse un vero talento, non solo nella composizione e produzione musicale, ma anche nella promozione della propria immagine, lo si era capito fin dall’inizio. O almeno da quando ha cominciato a collaborare con Chris Cunningham grazie al quale il suo volto ghignante è diventato una sorta di logo riconoscibile in tutto il mondo. Sono infatti circa tre anni ormai, ovvero da quando è uscito il suo ultimo album Syro (Warp Records, 2014), annunciato da un dirigibile verde a spasso per i cieli di Londra e da una massiccia campagna di guerrilla marketing, che il buon vecchio AFX irrompe almeno una volta al mese nelle nostre vite divulgando su internet materiale raro e progetti fino ad allora rimasti chiusi in qualche hard disk.

IL WEB COME TERRITORIO SPERIMENTALE

A quanto pare è proprio il web a rappresentare il nuovo terreno fertile sul quale l’ormai mitologico produttore irlandese ama muoversi. Si pensi a quando nel 2015 fu aperto un misterioso account su Soundcloud, a nome di user4873635300, contenente più di 100 tracce audio in free download del suo periodo giovanile, oppure allo scorso giugno, quando il suo attesissimo live inserito all’interno del Field Day Festival di Londra è stato trasmesso in streaming attraverso il sito della stazione radio NTS e, contemporaneamente, nei rispettivi canali su Facebook e Youtube.
Un’incontinenza creativa e promozionale allo stesso tempo, che ha raggiunto l’apice la scorsa settimana con il completo restyling del sito ufficiale e con la pubblicazione del video che vi presentiamo. Il documento in questione, pubblicato nel canale Vimeo dello stesso Aphex Twin, mostra il dietro le quinte di Vordhosbn, uno dei brani più celebri inserito all’interno del doppio album del 2001 Drukqs (Warp Records), ponendo l’attenzione sull’importanza del processo creativo e della padronanza dei programmi (in questo caso si tratta del free software Player Pro) destinati alla produzione musicale e artistica in senso lato.

– Valerio Veneruso

https://aphextwin.warp.net 

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.