Una performance leggendaria, di quelle che segnano per sempre la storia dell’arte. Si tratta di Imponderabilia, azione realizzata da Marina Abramović e Ulay il 2 giugno 1977 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna in occasione della Settimana Internazionale della Performance. Circa 350 persone transitarono attraverso lo stretto passaggio creato dai corpi nudi dei due artisti per entrare nel museo, prima che la polizia facesse irruzione per interrompere l’evento. Il pubblico era costretto a venire in contatto fisicamente con i performer, scegliendo istintivamente se rivolgere lo sguardo verso l’uomo o verso la donna: “è questo il gioco di Imponderabilia. Nel volgere di un secondo devi prendere una decisione, ancora prima di poter comprendere perché”, commenta Ulay. E prosegue Marina: “se non ci fossero gli artisti, non ci sarebbero i musei, noi siamo delle porte viventi”.

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AutoreMarina Abramovic
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.