Una performance leggendaria, di quelle che segnano per sempre la storia dell’arte. Si tratta di Imponderabilia, azione realizzata da Marina Abramović e Ulay il 2 giugno 1977 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna in occasione della Settimana Internazionale della Performance. Circa 350 persone transitarono attraverso lo stretto passaggio creato dai corpi nudi dei due artisti per entrare nel museo, prima che la polizia facesse irruzione per interrompere l’evento. Il pubblico era costretto a venire in contatto fisicamente con i performer, scegliendo istintivamente se rivolgere lo sguardo verso l’uomo o verso la donna: “è questo il gioco di Imponderabilia. Nel volgere di un secondo devi prendere una decisione, ancora prima di poter comprendere perché”, commenta Ulay. E prosegue Marina: “se non ci fossero gli artisti, non ci sarebbero i musei, noi siamo delle porte viventi”.

Dati correlati
AutoreMarina Abramovic
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.