Qual è il ruolo di un artista? Raccontare ciò che vede, diventando lo specchio dell’epoca in cui vive, oppure trasformare la realtà in qualcosa di nuovo, filtrandola attraverso la propria personalità? In questa interessante intervista pubblicata sul canale Youtube del Louisiana Museum of Modern Art di Copenhagen, Patti Smith racconta il suo rapporto con Andy Warhol, sia come uomo che come artista, e spiega in che modo, nonostante il suo approccio all’arte sia di tipo trasformativo, abbia imparato con gli anni ad apprezzare l’opera del maestro della Pop Art. Se da giovane infatti, non trovava niente di interessante nel suo lavoro – nonostante il suo compagno, il fotografo Robert Mapplethorpe lo definisse geniale – ne ha poi compreso la rilevanza: “Quando è accaduta la tragedia dell’11 settembre”, spiega, “Andy mi è mancato moltissimo come artista. Lui avrebbe saputo cosa fare per documentare un evento come quello.

– Valentina Tanni

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AutorePatti Smith
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.