Questo è stato senza dubbio l’anno di Hieronymus Bosch (1450-1516). In concomitanza con la celebrazione del cinquecentesimo anniversario della sua morte si sono moltiplicate le iniziative che lo riguardano: mostre, eventi, installazioni multimediali, progetti web e pubblicazioni. A partire dalla grande esposizione nella sua città natale, Hertogenbosch, fino all’evento al Prado di Madrid, che ha incluso anche un’inedita installazione multimediale. Ma non sono mancati convegni, progetti in realtà virtuale e cataloghi con un apparato iconografico da far girare la testa.
Il capolavoro del maestro, Il Giardino delle delizie, un’opera monumentale e misteriosa che sembra prefigurare atmosfere surrealiste, è una fonte di ispirazione inesauribile per artisti, scrittori, registi e creativi di ogni provenienza e formazione. E le reinterpretazioni dell’opera si moltiplicano di anno in anno. L’ultima in ordine di tempo è opera dello Studio Smack ed è stata commissionata in occasione della mostra New Delights, in corso al Moti Museum di Breda, un progetto espositivo che si prefigge di studiare l’eredità di Bosch e la sua influenza sugli altri artisti, contemporanei e non. Il risultato, che potete vedere in questo video, è un’animazione che fonde l’iconografia del maestro olandese con un’estetica contemporanea e post-digitale.


– Valentina Tanni

www.motimuseum.nl

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).