Un film che tenta la difficile impresa di raccontare la storia di Internet, dalla sua nascita a oggi, cercando di mettere in evidenza i benefici straordinari che ha portato, ma anche i pericoli e i lati negativi. Dietro la cinepresa c’è Werner Herzog (Monaco, 1942), uno dei più grandi registi viventi, che decide di affrontare l’impresa dividendo la storia in dieci capitoli tematici, e mettendo insieme una grande quantità di interviste a personaggi di varissimo genere: da pionieri come Ted Nelson, il “papà” dell’ipertesto, a Elon Musk, imprenditore visionario che sta cercando di portare l’uomo su Marte, passando per videogiocatori compulsivi e monaci buddisti.
Il documentario si apre con Leonard Kleinrock, professore di informatica all’UCLA di Los Angeles, che ci porta alla scoperta della stanza 3420, ovvero il luogo a cui si fa risalire la nascita di Internet, per poi guidarci attraverso le tantissime applicazioni attuali delle nuove tecnologie: dalla robotica alla letteratura, dalla psicologia all’educazione, dal turismo all’arte. Il tutto, in pieno stile herzogiano, con quello sguardo intenso e disincantato a cui il regista tedesco ci ha sempre abituato: tra curiosità, ironia e spirito visionario.

– Valentina Tanni

www.loandbeholdfilm.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.