Make America Great Again”, lo slogan più famoso di Donald Trump, viene preso in prestito per il titolo di una canzone delle Pussy Riot. Il collettivo femminile russo, che ha appena lanciato un nuovo album intitolato xxx, ci va giù pesante con un videoclip che lascia poco spazio alle metafore e dipinge un futuro foschissimo. L’America di Donald Trump viene rappresentata come un paese razzista e violento, che reprime il dissenso nel sangue, marchiando a fuoco chiunque venga ritenuto non idoneo a far parte della white big family: immigrati, gay, lesbiche, difensori dei diritti umani.
Le immagini crude e il messaggio politico diretto contrastano però, e non poco, con l’atmosfera patinata: il regista del video, Jonas Akerlund, lavora di solito con personaggi come Beyoncé e Taylor Swift. E anche lo stile musicale fa pensare alle hit di popstar come Lady Gaga e Rihanna. Come al solito insomma, le dissidenti russe scelgono di viaggiare pericolosamente lungo una linea che cerca di conciliare i contenuti della rivolta con un’estetica da MTV, finendo per risultare poco credibili sia agli occhi del mainstream che dell’underground. Tolto l’elemento della provocazione infatti, resta davvero poco: un videoclip come tanti e una traccia musicale da dimenticare.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.