Era il 2004 quando Francis Alÿs (Anversa, Belgio, 1959; vive a Città del Messico) sguinzagliava una volpe selvatica tra le sale della National Portrait Gallery di Londra, uno dei musei di pittura più prestigiosi d’Europa. La performance, che si sarebbe poi trasformata in un’installazione video, si intitola Nightwatch, con un ironico riferimento all’omonimo dipinto di Rembrandt, ed è stata realizzata utilizzando il circuito di telecamere di sicurezza del museo. Alÿs ha scelto la National Portrait Gallery proprio per il suo particolare impianto di sorveglianza, che comprende una ventina di monitor, tutti a vista. Il lavoro è una risposta dell’artista belga all’imponente sistema di video-sorveglianza in funzione nella capitale inglese: “Forse chi vive qui c’è abituato, ma per uno straniero è abbastanza scioccante, specialmente se vieni da un posto come Città del Messico… Sembra che ogni cittadino inglese venga ripreso ogni giorno circa 300 volte. Questo ci dice qualcosa sulla relazione che le persone qui hanno con lo spazio pubblico”.
Nel video che vi proponiamo, uno dei tanti disponibili sul sito personale dell’artista, che al contrario della maggior parte dei sui colleghi pubblica i suoi lavori online utilizzando un canale Vimeo, vediamo un estratto della performance. Le suggestioni che l’opera attiva sono moltissime: il rapporto tra natura e cultura, la paranoia della sorveglianza, la dinamica dei ruoli tra osservatore e osservato. Non ultimo, offre un punto di vista totalmente inedito sulle sale del museo, deserte e silenziose, attraversate solo dalla fugace figura della volpe, che sembra quasi uscita da uno dei dipinti esposti, pronta a riconquistare la propria libertà.

– Valentina Tanni

www.francisalys.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.