In quanto artista ho realizzato musiche, dipinti, installazioni, sculture e opere teatrali. Ma più di ogni altra cosa, sono una cantastorie”. Così Laurie Anderson (Glen Ellyn, Usa, 1947) ha commentato la sua prima opera da regista (se si esclude Home of the Brave, film-concerto del 1986), l’acclamato Heart of a Dog. Il lungometraggio, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno, è un’opera intensa e anomala, che unisce elementi biografici, riflessioni filosofiche, tributi ad altri artisti. Il film, un saggio personale dall’andamento poetico e sognante che mescola riprese tradizionali con filmati in Super8 e animazioni, ruota attorno alla figura di Lolabelle, l’adorato cagnolino della Anderson, morto nel 2011. La narrazione è coinvolgente e intensa: include ricordi infantili, riflessioni sulla vita e la morte, sulla transitorietà di cose e persone, sulla potenza dell’amore.
Accolto da applausi e commozione a Venezia nel 2015, ora il film arriva nelle sale italiane, distribuito da Nexo Digital e Cinema srl, solo per due giorni, il 13 e 14 settembre. Lou Reed – il compianto marito dell’artista, a cui il film è dedicato – interpreta la coda musicale del film, con il suo brano Turning Time Around.
Sino al 30 settembre Laurie Anderson è anche protagonista di una mostra all’ex-Chiostro di S. Caterina a Formiello di Napoli intitolata The Witness Of The Body.

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