Un’esperienza fondativa per tutta la new media art. Un progetto ambizioso e visionario, che ha portato alla produzione di opere mai viste prima e alla costruzione di un modo totalmente nuovo di intendere l’arte. Stiamo parlando dell’E.A.T (Experiments in Art and Technology), l’organizzazione nata nel 1967 per promuovere la collaborazione tra artisti e ingegneri e spingerli a lavorare insieme su progetti sperimentali. Tutto nacque dalla volontà di artisti come Robert Rauschenberg e Robert Whitman, che si allearono con Billy Klüver e Fred Waldhauer, ingegneri dei Bell Laboratories, per dar via ad una serie di iniziative che finirono per coinvolgere migliaia di persone in tutto il mondo.

La scintilla fu un evento ormai mitico: Nine Evenings: Theatre and Engineering, svoltosi a New York nell’ottobre del 1966. Per nove serate consecutive, decine di artisti e ingegneri collaborarono alla progettazione di happening e performance ad alto tasso “tecnologico”, tra cui la mitica Variations VII di John Cage. Ma già nella prima metà degli Anni Sessanta Klüver aveva lavorato a fianco di artisti come Jean Tinguely (suo il merito di averlo aiutato a realizzare la macchina autodistruttrice di Homage to New York) e Andy Warhol.
In questo documentario, disponibile in versione integrale online, la regista Tabitha Denholm ripercorre la storia di questo straordinario gruppo di avanguardisti, alternando interviste e materiali d’archivio.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.