Passato e presente si incontrano nella mostra di Ai Weiwei al Museo di Arte Cicladica di Atene. L’artista cinese, di cui si è molto discusso nelle scorse settimane per via di una serie di grandi installazioni dedicate al tema dei profughi realizzate usando giubbotti di salvataggio e gommoni (prima a Berlino, poi a Vienna e prossimamente a Firenze), ha progettato per il museo greco una mostra che dialoga con la collezione permanente. Si tratta della prima esposizione di Ai Weiwei in un museo archeologico ed è frutto di un processo di ricerca svolto in stretta collaborazione con lo staff dell’istituzione greca, anche grazie alla permanenza dell’artista nel Paese nel suo studio temporaneo di Lesbos, uno dei punti di arrivo dei profughi in fuga verso l’Europa.
In questo video, pubblicato dal magazine Nowness, possiamo godere di una panoramica sulle opere in mostra e ascoltare un commento dell’artista, che spiega il suo impegno e la sua visione umanitaria dell’arte. Un impegno che non sarà soltanto simbolico: il museo ha infatti annunciato che devolverà il 10% dei proventi della mostra (in corso fino al 30 ottobre) a due ONG che stanno lavorando per aiutare i rifugiati: Medici senza Frontiere e METAdrasi.

– Valentina Tanni

http://aiweiwei.cycladic.gr/en

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).