Nell’agosto del 2015, la regista Selina Miles e l’artista Guido Van Helten sono partiti per un viaggio in Islanda, raggiungendo Akureyri, una piccola città sulla costa settentrionale dell’isola. È lì che Van Helten ha coronato uno dei suoi sogni: dipingere il fianco di una nave. Ma la SÆFFARI non è una nave qualsiasi; è l’unica imbarcazione del posto che collega Akureyri con l’isolotto di Grímsey, trasportando regolarmente merci e persone. Per questo, lo street artist australiano, noto per i suoi grandi ritratti murali monocromatici, ha dovuto completare l’opera in soli due giorni, lavorando ininterrottamente dalle 6 del mattino alle 10 di sera. Il risultato finale è ancora una volta un ritratto, ripreso dalla fotografia di una donna la cui identità rimane ignota: un profilo femminile, avvolto in uno dei tradizionali maglioni di lana locali, sembra fissare le onde con sguardo malinconico.

Si tratta di un’immagine evocativa e misteriosa, che spingere l’osservatore ad immaginare in autonomia la storia che c’è dietro. Una storia diversa per ogni sguardo che si posa sull’opera. Come spiega il proprietario della barca: “ogni nave racconta una storia”. Qualcuno interpreta l’immagine come il ritratto di una mamma islandese che ha perso il figlio in mare e sta guardando nell’acqua per cercarlo; altri vedono invece un angelo custode che protegge la nave e le persone che viaggiano a bordo, minacciate da mari gelidi e tempestosi.
Nel breve filmato, della durata di 6 minuti, Selina Miles documenta l’intero processo: il viaggio verso l’isola, la preparazione e l’esecuzione dell’opera, fino alla sua ricezione da parte del pubblico locale.

– Valentina Tanni

www.guidovanhelten.com
www.selinamiles.com

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.