UNA COPPIA ARTISTICA
Una coppia affiatata e indissolubile, nella vita e nel processo creativo. Sono Christo e Jeanne-Claude, autori di alcune delle opere ambientali più spettacolari e poetiche della storia dell’arte. Anche se il lavoro come duo artistico iniziò già nei primissimi Anni Sessanta, il ruolo di Jeanne-Claude fu tenuto nascosto fino al 1994, quando fu finalmente chiaro che non si trattava soltanto di un’abile manager, ma di un’artista a tutto tondo, complice in tutte le avventure creative del marito. Nella compilation video che vi proponiamo vediamo scorrere sullo schermo tutti i loro lavori più famosi, progetti che creano “disturbi gentili” e sono “totalmente irrazionali”, come li definisce Christo: la grande tenda arancione di Valley Courtain (Colorado, Usa, 1970), la lunghissima Running Fence (California, Usa, 1972-76), le ninfee rosa di Surrounded Islands (Miami, Usa, 1983), l’impacchettamento del Pont Neuf di Parigi (1984) e del Reichstag di Berlino (1995), i poetici ombrelloni giapponesi (1984-91), i surreali alberi “imbustati” di Basilea e i cancelli color zafferano di The Gates a Central Park (2005).

TUTTI I CAPOLAVORI IN TRE VIDEO
Il primo filmato d’archivio è un montaggio realizzato da Antonio Ferrera in occasione della cerimonia dell’Independent Curators International’s Leo Award nel 2010. Il premio, assegnato a Christo e Jeanne-Claude come riconoscimento alla carriera, è intitolato a Leo Castelli, che di Christo fu il principale gallerista (ospitò la sua prima personale nel 1966).

Il secondo contributo video, invece, è a cura della Tate di Londra, che per la serie di filmati intitolata Lost Art, un focus a puntate sulle opere d’arte perse, distrutte o effimere, dedica un breve speciale all’installazione del Reichstag di Berlino, con immagini di repertorio e un’intervista a Christo realizzata nel 2015.

Infine, dal canale Youtube dello Smithsonian Magazine, uno straordinario documento video sulla Running Fence, una delle opere più ambiziose della coppia, progetto che ha richiesto quasi quattro anni di lavoro, di estenuanti trattative con lo stato e con i proprietari dei ranch attraversati dalla candida recinzione.

– Valentina Tanni

www.christojeanneclaude.net

 

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.