Uno dei quadri più famosi di Vincent Van Gogh, il tetro Mangiatori di patate, dipinto dall’artista nel 1885 prima della svolta post-impressionista, è il protagonista di questo affascinante esperimento tecnologico. Nel novembre dello scorso anno, ad oltre un secolo dalla sua realizzazione, l’opera è stata scelta dall’artista ungherese Laszlo Bordos come punto di partenza per la sua installazione Light Study, commissionata dal Glow Festival di Eindhoven in occasione delle celebrazioni del Van Gogh Year. Il tema centrale, naturalmente è costituito dalla luce: quella del quadro di Van Gogh, netta e fissata per sempre, e quella di Bordos, artificiale e mutevole. La domanda di partenza del progetto era: “come apparirebbe il quadro se l’illuminazione fosse differente?”.

Per fornire una risposta, Bordos ha realizzato una versione della scena in grafica tridimensionale per poi spostare digitalmente la fonte di luce. Il risultato? Un video che ci mostra i personaggi e gli oggetti del dipinto scolpiti in wireframe e osservati da molteplici punti di vista, e una versione della scena modificata radicalmente dalle differenti angolazioni dell’illuminazione. Un vero e proprio “studio sulla luce”, come recita il titolo. Un’operazione di pittura aumentata che dimostra ancora una volta le incredibili potenzialità delle nuove tecnologie nel campo dello studio della storia dell’arte e dell’interpretazione contemporanea dei capolavori del passato.

– Valentina Tanni

www.gloweindhoven.nl

Laszlo Bordos, Light Study

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).