Dopo 25 anni è tornata a splendere, nello scintillio originario di colori che l’aveva resa celebre, facendone un singolare landmark urbano. La Torre Arcobaleno  nasceva nel 1990, a Milano, come intervento architettonico di riqualificazione voluto in occasione dei Mondiali di Calcio di Italia ’90. Si trattava di una torre in cemento, grigia e malinconica, elevata lungo il perimetro della stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. Insieme al recupero di un vecchio ponte ferroviario situato tra viale Forlanini e viale Corsica, si scelse di offrire un volto nuovo anche a quell’alto edificio, consumato dal tempo e dall’inquinamento. Il progetto – patrocinato e promosso dall’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano e dalle Ferrovie dello Stato – fu affidato allo studio milanese Original Designer 6R5 e vide coinvolta con un ruolo di primo piano la Marazzi Ceramiche, insieme ad altre aziende come Maipei e Tampini, per la fornitura di materiali di posa, pavimenti, rivestimenti, consulenze tecniche.
Il monumentale corpo cilindrico, dalla flessuosa silhouette concava, trovò una nuova vita grazie a una pelle policroma di piastrelle in ceramica, che lo rivesti completamente secondo un disegno regolare di pattern geometrici, distribuiti in 22 spicchi, con 14 tonalità diverse: un vero e proprio mosaico, brillantissimo, che omaggiava la vocazione milanese per il design.

Dopo un quarto di secolo da quell’intervento, la Torre Arcobaleno necessitava di un restyling. In occasione di Expo si è cosi deciso di avviare i lavori, condotti ancora una volta dallo studio Original Designers 6R5 Network e portati a termine grazie a cinque aziende partner: tutti i costi sono stati sostenuti dai soggetti privati coinvolti. In 71 giorni di cantiere, dal 15 aprile al 25 giugno 2015,  i 1.000 mq in ceramica della Torre Arcobaleno sono stati puliti dalle polveri sottili, dai metalli e da un graffito che ne deturpava una porzione; sono state sostituite le piastrelle mancanti o danneggiate ed è stata effettuata la riparazione con verniciatura delle 22 costole in calcestruzzo. Una speciale vernice antigraffito ha ultimato il processo, insieme a una doppia guaina impermeabilizzante posta sul tetto.
Un suggestivo video, in cui scorrono le immagini girate da un drone, sorvola quest’angolo di Milano, mostrando da vicino i risultati del restauro e osservando la città dai 35 metri d’altezza della torre multicolore.

Helga Marsala

www.torrearcobaleno.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.