Il maestro di Egina, i Bronzi di Riace, i marmorei Kouroi greci… Arte antica? Macchè! Arte contemporanea pure quella. E i Padiglioni in Biennale? Delle cappelle funerarie. Con i curatori che assomigliano a medici, o meglio, a becchini. Bonami poi, è uno che non ci capisce proprio un tubo. Questo e molto altro nella nostro trafelata videointervista a Vittorio Sgarbi, pizzicato mentre si aggirava tra i meandri del suo padiglione. Lo abbiamo rincorso un po’, muniti di microfono, telecamera a mano e tanta pazienza. Nonostante scappasse di qui e di là, piuttosto agitato per via dell’imminente opening, siamo riusciti a fargli delle domande e a ottenere una risposta tutta d’un fiato…

Servizio di Helga Marsala
Film maker: Sara Tirelli
Produzione: Artribune Television

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Nel 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e poi dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

31 COMMENTS

  1. giusto dice … la capra ….avesse dedicato almeno 6 mesi all’organizzazione del suo progetto totale , realizzandolo magari faceva una bellissima biennale ….invece la capra non ha fatto nulla di quanto promesso ….

  2. ahahaha, troppo buoni! ma mica è vero, è ben + interessante Sgarbi. di questo padglione ci ricorderemo a lungo. piu della mostra di Bice, sicuramente.

    • Cara Helga, assolutamente vero, la Biennale 2011 sará certo ricordata per il Padiglione Italia di Sgarbi e non, sicuramente, per la sbiadita (altro che Illuminazioni!!) direzione della Curiger. L’ho detto già molte volte ma lo ripeto, speriamo che l’idea di Sgarbi venga ripresa ed “istituzionalizzata” è l’idea piú rivoluzionaria e genuinamente “contemporanea” da tempo immemore!

  3. sì, il “poliUTERANO” è un materiale nuovo… ma chi l’ha inventato? qualche ginecologo? o è stato AmmanniTTi?

  4. e comunque è stata bravissima a correrci dietro la nostra super Sara Tirelli! In preparazione abbiamo un po’ di materiali video su Venezia… non vi scollate da qui! :)

  5. L’idea è grossa.
    Contesto pubblico di rilevanza internazionale usato per quello per cui sono utili le iniziative pubbliche: sperimentare soluzioni alternative che il privato non sostiene.
    Così come si è fatto spesso con l’architettura (non più in Italia, a parte scarsissimi episodi) e per la ricerca scientifica (il privato finanzia solo ciò che è remunerativo, il pubblico deve finanziare ciò che è utile).
    Poi però l’idea dove è finita?
    Per sostenere un’impostazione di questo tipo bisognava avere un’idea approfondita e profondamente alternativa di contemporaneo e di scena artistica italiana.
    Se non la si ha (o se si vuole passare ad un’idea di coralità per evitare la figura del curatore che dice questosì-questonò) la trovata degli intellettuali può avere un senso, a patto di rinunciare a un’idea organica da contrapporre in maniera efficace e “politica” al mainstream.
    Ma qualcosa non è andata, è evidente, anche volendo transigere su spazi e allestimento.

  6. prima, di fronte ai lapsus sgarbATI, non sono riuscita a trattenere l’ilarità, ma adesso, visto che siamo in argomento, vorrei porre una questione seria: CHE FINE HANNO FATTO I PADIGLIONI REGIONALI?

    • E già chi ci salverá se si affermerá l’idea di bypassare e tagliar fuori i cinque o sei “soliti-noti” critico-cutator-mercanti che piazzano i loro cinque/sei “soliti-finti-ignoti-purché-rigorosamente-giovani” (Ma cinquantenni come Plessi fa’ lo stesso purché siano parte del carrozzone). Un vero DISASTRO per tutti quelli che hanno fatto carte false e si son prostituti (e non solo in senso metaforico) per entrare a far parte del “giro buono” !

  7. No, no.. voi non sapete. Non sapeteeee. Sgarbi può dare ancora di più, lo so per certo! Può sparare ancora più barbarie mentre tutto un gruppo di coristi dietro, all’unisono, muove la testa per confermare qualsiasi cosa lui dica al ritmo di lunghi ‘siiiiii’. E una telecamera. Sempre, davanti a lui.

    Questo personaggio è uno dei più belli casi di studio. Qualcosa di fantastico! Lui è convinto di ogni stupidaggine che spara, si vanta della sua ‘cultura’ davanti a capre mentre muove i fili della cultura istituzionale. Ed è anche convinto di fare il bene e di andare ‘contro’ il sistema. Non è ironico? Non lo trovate estremamente divertente?

    Cerco volontari per fare una mostra su di lui. Tutto un evento con incontri, convegni e catalogo sulla sua persona e sulle condizioni geo-politiche e climatiche che hanno favorito la sua nascita e riproduzione.

    Senza saperlo, direi che è lui la cosa più contemporanea di tutta sta Biennale, una performance grottesca e infinita! Davvero, da non perdere!

  8. caro Voxpopuli, mi piace il tuo post perché inizia con “Voi non sapete”… che guarda caso è il titolo di un libro di Camilleri su… su… eh, molto attinente al titolo del Padiglione

  9. Bisogna dire che dovevo farli un’intervista che, alla fine, è durata più tempo del previsto.
    E anche che una ha la brutta abitudine di non stare mai zitta…..
    Allora, mostra su Sgarbi? quando?
    (Voi non sapeteeee…. alla Provenzano!)

  10. Bella ed interessante intervista…Impagabile l’espressione sorniona dell’intervistatrice…Divertente questo Sgarbi spettinato, nervoso, squinternato…Un dubbio : lui sa veramente che cosa sia l’arte contemporanea? Boh!

  11. Però sul fatto che il contemporaneo ufficiale sia triste come la morte non ha mica tutti i torti. Ancora più tristi e mortiferi sono tutti gli addettissimi ai lavori che lo plastificano e mercificano.

    Un sano sbracato vaffanc*lo se lo meritano proprio tutto.

    Helga, tu sei bella!!

    • ma grazie cara! in verità in video non compaio mai, sono sempre fuori campo quando intervisto… non è che mi ci veda granchè davanti alla telecamera! (sulla noia degli addettissimi hai pienamente ragione…)

  12. Sul gradiente di provincialismo snob e complessato di parte del migliore sistema italia Sgarbi ha ragione. In ogni caso Sgarbi è il prodotto del migliore sistema che tanto lo critica. Dov’è stato questo sistema negli ultimi 20 anni???

    Sgarbi e Beatrice sono il prodotto dell’inefficienza, dell’apatia, della stupidità e dell’incapacità del migliore sistema dell’arte italiano, che oggi con fare snob osa criticare Sgarbi….

    chi è causa del suo male pianga se stesso (mi riferisco alla generazione “vettese” e compagnia bella).

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