La nuova collezione di azulejos di Adriana Varejão. Da Gagosian a Roma

Gagosian Gallery, Roma – fino al 10 dicembre 2016. Torna a parlare con la ceramica l’artista brasiliana che da sempre ha eletto le maioliche come modalità narrativa di un fitto e complesso rapporto tra l’America conquistata e il Portogallo della scoperta. Dentro e dietro gli azulejos, per raccontare la storia del Brasile, crepata ma pulsante.

Adriana Varejão – Azulejão - exhibition view at Gagosian Gallery, Roma 2016 - photo Matteo D'Eletto
Adriana Varejão – Azulejão - exhibition view at Gagosian Gallery, Roma 2016 - photo Matteo D'Eletto

Parallelamente all’installazione video multi-canale Transbarroco, che nelle scorse settimane ha fatto dialogare il bello e il grottesco all’Accademia di Francia nell’ambito del progetto Art Club, ecco comparire da Gagosian una mostra in cui campeggiano i motivi classici del lavoro di Adriana Varejão (Rio de Janeiro, 1964). Classici ma rinnovati. Le ceramiche più grandi della sua produzione, 180 centimetri quadrati per pezzo, troneggiano nello spazio luminoso e pulito della galleria.
Dopo anni di ricerca tutta incentrata sulla coniugazione tra resa estetica e senso sociale, l’artista brasiliana approda su una nuova isola stilistica, nella quale conserva il modo sempre riconoscibile, ma essenzialmente rinnovato di intervenire sulle sue ormai note mattonelle di maiolica. Perde un po’ di quel sarcasmo, che rivelava una traccia del grottesco che lei stessa collega al bello quando cita il Barocco, e che prendeva forma, nelle opere che eravamo abituati a vedere, con rivelazioni di carne pulsante sotto il mattonellato, che svelava una storia piena di crepe, ma insieme viva e ferita.

Adriana Varejão - photo Matteo D'Eletto M3 Studio © Gagosian and the artist
Adriana Varejão – photo Matteo D’Eletto M3 Studio © Gagosian and the artist

Le grandi maioliche, quasi tele, che scandiscono il ritmo della visione ora evocano il tema storico nei materiali e nei colori – bianchi, blu, gialli – che richiamano gli azulejos classici, ma sublimano il tutto in forme nuove, che non hanno l’evidenza della rottura e del sangue, ma lasciano intravedere grosse crepe statiche di gesso attraverso le quali possiamo solo immaginare che qualcosa di costretto si sia agitato un tempo, ma ormai è allo stato sedimentato. La rabbia non batte sotto gli occhi dello spettatore, ma non si è certo prosciugata; sembra però essere diventata tristezza.

Ofelia Sisca

Roma // fino al 10 dicembre 2016
Adriana Varejão – Azulejão
GAGOSIAN GALLERY

Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56247/adriana-varejao-azulejao/

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