Una materia che si chiama tempo. Steven Cox a Napoli

Galleria Annarumma, Napoli – fino al 10 dicembre 2016. Seconda personale di Steven Cox presso la galleria napoletana. Per riflettere, a colpi di colore, sulla babelicità linguistica d’oggi.

Steven Cox – Language Barrier – exhibition view at Galleria Annarumma, Napoli 2016
Steven Cox – Language Barrier – exhibition view at Galleria Annarumma, Napoli 2016

Con una pittura che sfugge alla fissità della tela e che asseconda la ritmica di un mondo in continuo movimento, Steven Cox (Aberdeen, 1986) propone negli spazi della Galleria Annarumma di Napoli una serie di nuovi lavori legati al tema della democraticizzazione dei codici, del meticciaggio, della babelicità linguistica odierna.
Mediante serrate linee orizzontali, vivacemente spezzate da una modulazione cromatica instabile e vibrante, Language Barrier – questo il titolo della mostra – è una riflessione sul corpo della pittura e sul supporto che diventa diaframma, spazio da varcare con l’immaginazione, luogo da osservare per ritrovare la profondità delle cose, l’impressione del sublime che governa il mondo.
Attraente e coinvolgente, il suo lirismo orizzontale trasforma il tempo in materia pittorica, taglia metaforicamente la galleria e sprigiona visioni plurali, brusii estetici, varchi rumorosi in cui è possibile percepire la vertigine del silenzio.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 10 dicembre 2016
Steven Cox – Language Barrier
ANNARUMMA
Via del Parco Margherita 43
[email protected]
www.annarumma.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/57229/steven-cox-language-barrier/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.