Gli Anni Ottanta e l’architettura. Giuseppe Uncini a Milano

Galleria Tega, Milano – fino al 12 novembre 2016. A confronto le tre fasi dell’artista marchigiano. L’attenzione è puntata sulle “Dimore”, fase costruttiva messa a confronto con la decostruzione dei “Cementarmati” e con la sintesi degli ultimi lavori.

Giuseppe Uncini, Dimora n. 46 a, 1984, cemento e laminato legno, 100x150 cm
Giuseppe Uncini, Dimora n. 46 a, 1984, cemento e laminato legno, 100x150 cm

L’opera di Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, 2008) è stata meritatamente riscoperta, ma rimangono ancora parti della sua produzione meno conosciute. La mostra che gli dedica la galleria Tega si concentra principalmente sui lavori degli Anni Ottanta e li confronta con esemplari precedenti e successivi.
Viene così messa in luce l’evoluzione che attraversa il corpus produttivo dell’artista: la tendenza alla decostruzione lascia il posto, negli Anni Ottanta, a una tendenza costruttiva/costruttivista, in cui le opere tendono decisamente all’evocazione della dimensione architettonica. Il cemento e il ferro si innestano sul legno e il peso complessivo è più leggero, visivamente e anche letteralmente (spesso le strutture delle opere sono cave).
I lavori ancora più recenti rappresentano invece la ricerca di una sintesi tra le due fasi, in cui lo slancio apertamente umanistico delle opere “architettoniche” si mescola con il vigore dei Cementarmati di inizio carriera.

Stefano Castelli

Milano //fino al 12 novembre 2016
Giuseppe Uncini – Dimore
a cura di Bruno Corà
GALLERIA TEGA
Via Senato 20
02 76006473
[email protected]
www.galleriatega.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56304/giuseppe-uncini-dimore/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).