Marc Chagall e Ottavio Missoni. Esuli sul Lago Maggiore

Museo Archeologico, Sesto Calende – fino al 31 dicembre 2016. Alla foce del Ticino che sbocca nel Lago Maggiore, una piccola sede museale mette due importanti figure in relazione. Sono Marc Chagall e Ottavio Missoni. Il termine medio suggerito è il colore, ma dalla biografia emerge molto di più.

Ottavio Missoni, Arazzo
Ottavio Missoni, Arazzo

Un piccolo museo archeologico sul Lago Maggiore, a Sesto Calende, con una collezione in realtà di tutto rispetto dei reperti della zona di Golasecca, diventa teatro di una mostra che mette insieme due figure distanti tra loro, una appartenente al mondo dell’arte, l’altra a quello della moda. Il primo è Marc Chagall, nato nel 1887 a Vitebsk, bielorusso di origine ebrea naturalizzato francese, che con il suo colorismo lirico e magico, coinvolto eppure sempre ai margini delle avanguardie, è presente con le serie di stampe della Bibbia e dell’Esodo. Il secondo è invece Ottavio Missoni, nato a Ragusa di Dalmazia nel 1921, ma che nel ricco tessuto tessile verbano-gallaratese trovò la sua fortuna, lanciando la linea che lo ha reso famoso ovunque e ancora oggi, a tre anni dalla sua scomparsa. Fu atleta e campione della moda; a Sesto Calende è presente con arazzi, disegni, ma soprattutto con gli studi di lavoro. Misure, tessuti, schizzi, tracciati a matita e penna che danno vita a delle vere e proprie opere concettuali. Il trait d’union suggerito dalla mostra, nell’insieme godibile, è l’uso del colore, volontariamente tradito dall’utilizzo di bianchi e neri a rappresentare Chagall.

Marc Chagall, dalla Bibbia
Marc Chagall, dalla Bibbia

Ma le coincidenze biografiche rendono il confronto più appetibile. Entrambi esuli, il primo si trasferisce negli Stati Uniti per sfuggire ai nazisti, il secondo con la famiglia a Trieste per scampare alle persecuzioni etniche, che egli stesso raccontava così: “Li definiscono profughi, esuli, ma a differenza degli emigranti che girano il mondo per poi tornare nella propria terra di origine, per ritrovare gli amici e i luoghi d’infanzia, noi non abbiamo un posto in cui tornare perché Zara per noi non esiste più. Resta solo nei nostri ricordi”. Entrambi porteranno le origini e questo animo esule nel proprio lavoro. Parlando inconsapevolmente la lingua comune di chi non può dire “casa”.

Santa Nastro

Sesto Calende // fino al 31 dicembre 2016
Chagall e Missoni – Sogno e Colore
a cura di Luca Missoni
MUSEO ARCHEOLOGICO
Piazza Mazzini 1
www.comune.sesto-calende.va.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/57881/marc-chagall-ottavio-missoni-sogno-e-colore/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.