Il Capitale di Oliver Ressler. A Roma

The Gallery Apart // Fondazione Pastificio Cerere, Roma – fino al 26 novembre 2016. Doppio appuntamento per Oliver Ressler nella Capitale. Nuove produzioni e una retrospettiva con 13 anni di video arte a cura di Mike Watson per l’artista viennese, che parla di migrazioni e capitalismo.

Zanny Begg & Oliver Ressler, The Bull Laid Bear, film, 24 min, 2012 - Fondazione Pastificio Cerere, Roma
Zanny Begg & Oliver Ressler, The Bull Laid Bear, film, 24 min, 2012 - Fondazione Pastificio Cerere, Roma

UN ARTISTA, DUE MOSTRE
Oliver Ressler, classe 1970, oggi residente a Vienna, con una ricerca focalizzata sui temi della democrazia, dell’economia, del riscaldamento terrestre, delle forme di resistenza sociale e delle possibili alternative al sistema corrente, che si realizza attraverso video, installazioni e interventi negli spazi pubblici, spesso anche in collaborazione con altri artisti, è in mostra sia al Pastificio Cerere (in una retrospettiva che mette insieme 13 anni di produzioni video) sia alla sua galleria romana The Gallery Apart, in un percorso a cura del britannico Mike Watson. E non si smentisce, anche qui, portando all’attenzione dei visitatori una lunga riflessione sulle tematiche che stanno sconvolgendo l’Europa e il Mediterraneo negli ultimi anni, rivelando però un pensiero che (gli artisti guardano sempre più avanti degli altri) ha radici più antiche e più profonde. E più serie.  Perché, certo, il lavoro di Ressler, anche se spesso apparentemente ironico e giocoso, non fa segreto dei drammi e delle sfide che attraversano l’Occidente, anzi ne pone di nuove. Ad esempio, se parliamo di Capitalismo (le due puntate hanno il titolo di Transnational Capitalism Examined, accompagnato, in galleria, dal sottotitolo Border as a Method e, al Pastificio, da Dancing on Systematically Important Graves), genera ironia l’enorme bandiera italiana a coprire Palazzo Montecitorio che campeggia in maniera dichiaratamente fittizia su Light Box. “Non c’è bandiera abbastanza grande per coprire la vergogna di innocenti rimasti uccisi”, è il monito dell’artista, che, come uno schiaffo, riporta alla realtà.

Oliver Ressler, Emergency Turned Upside-Down, 2016 - courtesy The Gallery Apart, Roma
Oliver Ressler, Emergency Turned Upside-Down, 2016 – courtesy The Gallery Apart, Roma

LA FINE DEL CAPITALISMO
La realtà delle migrazioni che ritorna nelle rotte disegnate dell’Europa sia nel tappeto al primo piano della galleria, sia nel video proiettato nel basement (Emergency Turned Upside-Down), sottolineando, da una parte, come questo processo venga affrontato dagli Stati nella maniera, a parere dell’artista, più sbagliata, definendo negativamente le identità singole e collettive dei rifugiati, e, dall’altra, quanto questo stesso discorso mostri la permeabilità dei confini stessi e generi invece delle prospettive nuove, se affrontato correttamente.
La fine del Capitalismo, invece, è dichiarata in maniera sfacciata in molte delle opere che si alternano nei due spazi e che assumono un volto emblematico negli scatti Standed del 2015. La risacca, il mare in burrasca rilascia sulla spiaggia dei cadaveri. Ma non sono i migranti, gli uomini del futuro, le vittime, quanto i manager di un periodo che non esiste più. Il tempo li ha lasciati indietro. Dobbiamo solo rendercene conto.

Santa Nastro

Roma // fino al 26 novembre 2016
Oliver Ressler – Transnational Capitalism Examined. Border as a Method
a cura di Mike Watson
THE GALLERY APART
Via Francesco Negri 43
06 68809863
[email protected]
www.thegalleryapart.it

Roma // fino al 26 novembre 2016
Oliver Ressler – Transnational Capitalism Examined. Dancing on Systematically Important Graves
a cura di Mike Watson
FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE
Via Degli Ausoni 7
06 45422960

[email protected]
www.pastificiocerere.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56290/oliver-ressler-transnational-capitalism-examined/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56289/oliver-ressler-transnational-capitalism-examined/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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