Materia in divenire. Jean Arp alle Terme di Diocleziano

Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, Roma – fino al 17 gennaio 2017. Quasi ottanta opere da tutta Europa per uno degli artisti più indipendenti e originali del XX secolo. Perché per Arp l’arte è ogni volta qualcosa di nuovo…

Jean Arp - exhibition view at Terme di Diocleziano, Roma 2016 - photo A. Chemollo
Jean Arp - exhibition view at Terme di Diocleziano, Roma 2016 - photo A. Chemollo

ARP, IL PRECURSORE
Jean Arp (Strasburgo, 1887 – Basilea, 1966), scultore, pittore e poeta, è un artista francese noto per la forza e l’indipendenza del suo linguaggio, uno stile autonomo esplicitamente antiaccademico. Arp, che ha frequentato importantissime personalità delle avanguardie come Pablo Picasso o Vassily Kandinsky, è rimasto sempre coerente con il suo linguaggio. La sua era una modalità creativa con pochi riferimenti nelle arti contemporanee, pur essendo stato uno dei fondatori del Dadaismo nel 1916 e aver successivamente aderito a diversi movimenti e correnti artistiche come il Surrealismo o il Costruttivismo.
La sua originalissima cifra stilistica è interamente tesa alla creazione di una nuova forma, una materia che schiva l’imitazione della natura o la sua mera ricreazione, cercando di mostrarne invece il divenire. Anticipatore della tendenza “organicistica” dell’arte quando ancora i tempi non erano maturi per una ricerca di questo tipo, Arp si fa precursore dell’arte informale, dove la rottura con i canoni tradizionali appare come un gesto definitivo.

Jean Arp, Torse des Pyrénées, 1959 - Musée d’Art Moderne et Contemporain de la Ville de Strasbourg
Jean Arp, Torse des Pyrénées, 1959 – Musée d’Art Moderne et Contemporain de la Ville de Strasbourg

LA MOSTRA
Il percorso della mostra, articolato in dipinti, arazzi, sculture e grafica, analizza tutto l’arco creativo dell’artista, dall’iniziale formazione alsaziana al suo peregrinare tra Parigi, Berlino e Zurigo fino alla scomparsa avvenuta negli Anni Sessanta.
La scelta della sede di questa rassegna non è per niente causale, e richiama l’amore e il debito di Arp nei confronti della cultura antica, soprattutto se si leggono alcune sue opere come una variazione in movimento, per niente statica, del modello del busto o del torso di derivazione greco-romana. Idea, questa, suggerita spesso dai titoli che l’artista ha dato alle sue sculture, ma, più che per rifare o citare, Arp usa questi codici soltanto per suggerire, non necessariamente per attribuire un significato alle sue creazioni.
Tra le opere presentate, alcune di grande impatto, si ricordano l’omaggio a Auguste Rodin (1938), in cui Arp esaspera la transitorietà della forma rodiniana, e la monumentale scultura Berger des Nuages (1953), che, situata all’esterno delle Terme, accoglie i visitatori. L’opera, alta più di tre metri, è in bronzo e proviene dalla collezione della Fondation Arp di Clamart. In questa città alle porte di Parigi l’artista si era trasferito nel 1929 in compagnia della prima moglie, Sophie Taeuber.

Jean Arp, 1955 ca. - Clamart, Collezione della Fondation Arp, Francia – photo © Hans Schubert
Jean Arp, 1955 ca. – Clamart, Collezione della Fondation Arp, Francia – photo © Hans Schubert

UNA COMPAGNA DI VITA E ARTE
L’ultima parte della mostra è dedicata proprio alla Taeuber, compagna di vita e d’arte di Arp, della quale viene qui presentata un’antologia di opere grafiche su carta. In questi lavori si evidenzia la modernità della Taeuber, “artista-artigiana” come amava definirsi, che si cimentò con il design in senso stretto, ma anche con la scultura. Ne sono un esempio le marionette esposte, di sapore costruttivista, copie degli Anni Ottanta di originali del 1918. Tra le sue composizioni, gli esempi grafici in mostra sono forse le sue opere più peculiari e innovative, dove è evidente una modernissima tensione figurativa già minimale, in un linguaggio astratto e geometrico che sarà meglio sviluppato negli anni a venire.
L’allestimento realizzato nelle Grandi Aule delle Terme rende forse la parabola artistica di Arp di difficile comprensione, poiché mette in campo un intervento poco neutro [progettato da Francesco Venezia, N.d.R.]. Pur essendo molto curato, pur avendo una precisa idea di design, esso crea purtroppo uno spazio che non permette alle “organicistiche” sculture di Arp di emergere, costrette ad abitare sfondi che ne condizionano la lettura.

Calogero Pirrera

Roma // fino al 15 gennaio 2017
Jean Arp
a cura di Alberto Fiz
Catalogo Electa
TERME DI DIOCLEZIANO
Viale Enrico De Nicola 79
06 39967700
[email protected]
http://archeoroma.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56387/jean-arp/

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Calogero Pirrera
Calogero Pirrera (1979) è uno storico dell’arte specializzato in arte moderna e contemporanea, videoarte, didattica museale e progettazione culturale. Vive attualmente a Roma. Ha collaborato con la cattedra di Istituzioni di Storia dell’Arte della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, con alcune gallerie come Il Ponte Contemporanea e LipanjePuntin, oltre che con Festarte – Festival Internazionale di VideoArte, che lo vede impegnato nella mappatura globale dei festival di videoarte con la rubrica “International Contest”. Ha all’attivo alcune pubblicazioni che indagano l’arte antica come quella contemporanea. Tra le mostre curate si ricorda "Il Duomo di Milano dalla Lombardia all’Europa", ospitata presso il Duomo meneghino nel 2005 e il relativo catalogo. Ha scritto e scrive per EosArte, TribeArt e Artribune.