Il cielo sconosciuto di Milano. Da FuturDome

FuturDome, Milano – fino al 30 novembre 2016. In un palazzo liberty sono ospitati alcuni tra i più interessanti giovani artisti italiani, all’interno di un progetto abitativo domestico che ha permeato l’intero edificio, costruendo una serie di suggestioni uniche, intime e fortemente espressive.

Guglielmo Castelli, Seminterrato, Installation view, FuturDome Milano, settembre 2016, ph. Floriana Giacinti
Guglielmo Castelli, Seminterrato, Installation view, FuturDome Milano, settembre 2016, ph. Floriana Giacinti

CLIMAX SCHIZOFRENICI
Enrico Boccioletti, Guglielmo Castelli, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Diego Miguel Mirabella, Giovanni Oberti, Jonathan Vivacqua, Valentina Ornaghi, Claudio Prestinari e Valentina Perazzini attuano e verificano le contraddizioni che il titolo del percorso ‘The Habit of a Foreign Sky” anticipa’”. Questa è l’espressione cardine che i curatori Ginevra Bria e Atto Belloli Ardessi hanno voluto associare alla mostra attualmente allestista negli spazi di FuturDome a Milano. La collettiva riunisce alcuni tra più promettenti artisti italiani in un luogo e in un momento particolare; l’esposizione è infatti ospitata all’interno di un palazzo liberty in corso di restauro. Ogni artista, con il proprio progetto, ha costruito una storia individuale, intima, complessivamente vissuta con un climax schizofrenico che pervade il percorso della mostra. L’astrazione domestica del luogo è più o meno presente in ogni artista, ma l’atmosfera è ovunque pregna di osmosi a diversi livelli, con la città, con la via, con il palazzo e con ogni stanza. Lo spazio costringe la curiosità a costruire un itinerario fatto di strati, di incontri, di percezioni. Ogni artista abita il proprio ambiente, e la verticalità del luogo consente di scontrarsi di volta in volta contro un nuovo precetto abitativo.

Michele Gabriele, Piano terra, Installation view, FuturDome Milano, settembre 2016, ph. Floriana Giacinti
Michele Gabriele, Piano terra, Installation view, FuturDome Milano, settembre 2016, ph. Floriana Giacinti

COMPLESSITÀ LIBERA
La libertà espressiva delle opere rompe gli schemi compositivi usuali e consente una fruizione fortemente sostanziale dell’ambientazione e di ciascun lavoro. La forza di The Habit of a Foreign Sky è quella di presentare delle forti contraddizioni e un certo grado di complessità attraverso una strutturale familiare, calda; le aspettative vengono rafforzate attraverso i progetti degli artisti che trasformano il contesto domestico in qualcosa di percettivamente indefinibile, ai confini con la dimora ideale e quella abbandonata. Il tutto grazie a uno spettro di definizioni individuali che spinge a dispiegare un confronto attivo tra ciò che la percezione trasversale consente di capire e la propria sensibilità, costruendo di volta in volta un discorso unico, un percorso personale attraverso una circolarità propria della mostra.

Dario Moalli

Milano // fino al 30 novembre 2016
The Habit of a Foreign Sky
a cura di Ginevra Bria e Atto Belloli Ardessi
artisti: Enrico Boccioletti, Guglielmo Castelli, Alessandro di Pietro, Michele Gabriele, Diego Miguel Mirabella, Giovanni Oberti, Ornaghi & Prestinari, Valentina Perazzini e Jonathan Vivacqua
FUTURDOME
Via Giovanni Paisiello 6
393 4040233
[email protected]
www.futurdome.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/55550/the-habit-of-a-foreign-sky/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Dario Moalli
Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello della musica, recentemente ha collaborato con deerwaves.com e con mescalina.it.