L’arte al tempo delle Quadriennali. Viaggio nella Roma Anni Trenta

Galleria d’Arte Moderna, Roma – fino al 30 ottobre 2016. Nata dalla sinergia tra la Galleria d’Arte Moderna, la Fondazione La Quadriennale di Roma e l’Istituto Luce, la rassegna ripercorre gli sfaccettati sviluppi dell’arte italiana in concomitanza delle Quadriennali romane. Prestiti documentari, concessi dall’Accademia di San Luca nonché da noti musei e archivi, contribuiscono a delineare efficacemente il contesto del periodo.

Massimo Campigli, Le spose dei marinai, 1934
Massimo Campigli, Le spose dei marinai, 1934

LE QUADRIENNALI E LA STORIA
La mostra capitolina vuole rappresentare un omaggio alle prime tre Quadriennali romane (rispettivamente del 1931, 1935 e 1939), intese come rassegne emblematiche di un’epoca, non solo sul piano delle istanze figurative, ma anche della volontà del regime fascista di istituire manifestazioni dal respiro nazionale, pur nell’eterogeneità delle correnti rappresentate. Non a caso in questo periodo il Governatorato di Roma acquistò oltre trecento opere, ritenute rappresentative della contemporaneità. L’intento di Mussolini era anche chiaramente volto a ribadire il ruolo di Roma come imprescindibile scrigno nel panorama artistico e culturale, erede dei fasti di un glorioso passato.

MAESTRI E NUOVI TALENTI
La sezione Grandi maestri e giovani generazioni ripropone il confronto tra artisti affermati, come Carrà, Sironi, Soffici, e i nuovi talenti, tra cui l’allora diciottenne Guttuso e i poco più grandi Munari e Scipione, che presero tutti parte alla prima Quadriennale. Quattro anni più tardi si tennero invece ben diciotto personali; si lasciò inoltre più spazio ai giovanissimi e agli esponenti della scuola romana come Mafai e Fausto Pirandello, con un occhio di riguardo a Scipione, scomparso appena due anni prima nemmeno trentenne, celebrato da una retrospettiva: “La pittura di Scipione […] aveva un accento nuovo, sconcertante, qualche cosa di terribilmente frettoloso e denso, come di chi avesse da dire in breve moltissimo, come di chi volesse fermare ancora per un attimo il chiudersi di una giornata nel fulgore di un tramonto”, dichiarò C. E. Oppo, artista e segretario generale delle Quadriennali, cogliendo appieno il senso del suo tratto energico ed espressivo, dagli accenti caldi e quasi compendiari.

Massimo Campigli, Le spose dei marinai, 1934
Massimo Campigli, Le spose dei marinai, 1934

FUTURISMO E DINTORNI
Interessante inoltre la partecipazione degli esponenti del Secondo Futurismo, che ponevano al centro della propria analisi una nuova percezione dello spazio (il cosiddetto “respiro dello spazio”), evolvendo in alcuni casi nella Aeropittura. Polenta a fuoco duro (Dinamismi futuristi III) di Fortunato Depero e Marinaio nello spazio (Marinetti poeta del golfo della Spezia) di Prampolini furono esposte rispettivamente in occasione della prima e della seconda Quadriennale. Ben documentati anche i rappresentanti di certo astrattismo e gli italiani attivi a Parigi in quel periodo, tra cui Severini.

TRA PASSATO E FUTURO
Degno di nota, infine, l’apparato fotografico e i filmati, alcuni dei quali mettono in luce la pulizia visiva e scarna degli spazi espositivi allestiti ad hoc nel Palazzo delle Esposizioni, altri la retorica della propaganda fascista. La terza edizione del 1939 vide l’esclusione di vari artisti, in ragione delle disposizioni successive all’emanazione delle leggi razziali, registrando quindi il significativo inasprirsi del contesto politico.
L’esposizione terminerà a ridosso dell’apertura della Quadriennale di Roma, che inaugurerà in autunno nella storica sede di Palazzo delle Esposizioni, lungo una sorta di ideale e diacronica cerniera.

Giulia Andioni

Roma// fino al 30 ottobre 2016
Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 – 1935 – 1939
a cura di Arianna Angelelli, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Assunta Porcini, Alessandro Sandorf, Maria Gabriella Macchiarulo, Roland Sejko
GALLERIA D’ARTE MODERNA
Via Francesco Crispi 24
06 0608
[email protected]
www.galleriaartemodernaroma.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52398/roma-anni-trenta-la-galleria-darte-moderna-e-le-quadriennali-darte-nazionale-1931-1935-1939/

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Giulia Andioni
Giulia Andioni (Roma, 1985) è storica dell’arte e guida turistica di Roma e provincia. Dopo la maturità classica, consegue la laurea triennale in Storia e conservazione del patrimonio artistico (con lode - tesi in Storia e tecnica del restauro) e quella specialistica in Storia dell’arte (con lode - tesi in Storia della critica d’arte) presso l’Università Roma Tre. Frequenta poi un master in tourism management e il Luiss Master of Art (III edizione) per approfondire le proprie conoscenze e contribuire alla realizzazione della mostra di fine corso “Osmosis”, frutto di un collettivo curiatoriale (Stazione Tiburtina, Roma). Dal 2013 scrive per Artribune e Artnoise (mostre e approfondimenti). Tra 2014 e 2015 ha svolto due stage: presso i Servizi educativi di Palaexpo (Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale) e nell’area della Promozione culturale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, per la cui rivista online “Belle Arti 131” (n. 3/2014) ha redatto un saggio. Ha collaborato alle mostre “Azioni Antiche” e “Bengt Kristenson”.