Vedere oltre il tempo. Le madri di Stefano Cagol

Antica chiesa di San Barnaba, Bondo – fino al 17 settembre 2016. Le “697 madri” dell’artista trentino dimostrano che si può portare l’arte dove non esiste e rendere un piccolo paese delle Giudicarie un fattore determinante per una performance partecipativa che tende a riunificare i confini della Storia.

Stefano Cagol, 697 madri, 2016 - performance
Stefano Cagol, 697 madri, 2016 - performance

UNA PERFORMANCE COLLETTIVA
Molte delle donne che hanno partecipato alla performance ideata da Stefano Cagol (Trento, 1969) erano nuove a questa forma d’arte. Eppure, prendendo parte all’evento, sono diventate parte costituente di un’azione dal forte contenuto relazionale e culturale. Le 697 madri diventano così la concretizzazione di una rete di rapporti sociali. Un passaggio fondamentale per l’artista, che è abituato a lavorare con le persone per creare dei progetti partecipativi. Una sorta di rito antropologico che trasferisce al luogo storico un ulteriore significato artistico, con fini etici e di coinvolgimento di un’intera comunità.

LA TESTIMONIANZA
Il video che testimonia l’evento raccoglie una galleria di immagini per raccontare quel momento irripetibile con una sospensione degna del luogo in cui si è svolto: un raduno simbolico di tante donne che rappresentano sia la sofferenza sia la vita; la staticità e il silenzio della massa per rievocare ancora quel dolore. Con l’aiuto della telecamera a infrarossi, le immagini rispondono alla trasfigurazione di scambi di energie vitali e alla definizione dell’istante che si sovrappone al passato, per rendere visibile l’invisibile. Una combinazione dove la voce dell’artista suggerisce, non necessariamente in maniera assoluta, una catena di implicazioni e diversi livelli di lettura.

TRA ARTE, GUERRA E RELIGIONE
La scultura in alluminio site specific, Corno del Cavento Island, rappresenta per contrapposizione la distanza e la solitudine. L’agglomerato di lastre taglienti e appuntite, posto al centro della chiesa di San Barnaba, rimanda a un altro luogo di silenzio, quello delle inospitali altitudini della montagna. Una tranquillità sottolineata dal suono di una campana e dal rumore del vento – che ci conducono alla gigantografia dell’azione partecipativa – posizionata proprio davanti all’altare, e che richiama una frase di Tristan Tzara: “L’arte nella primavera dei tempi fu religione, pietra e legno furono verità”.
La mostra è completata da una ricerca storica sulla Prima guerra mondiale, nello specifico sulla guerra bianca sull’Adamello, condotta a incredibili altezze da gruppi di esperti scalatori e Alpini, e da una serie di fotografie che consentono alle persone del luogo di ricordare quell’evento tra passato e presente.

Antonella Potente

Bondo // fino al 17 settembre 2016
Stefano Cagol – 697 madri
ANTICA CHIESA DI SAN BARNABA
Piazza Italia

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54313/stefano-cagol-697-madri/

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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.