Organismi. Una storia circolare a Torino

GAM, Torino – fino al 6 novembre 2016. L’ambiente come filo conduttore di due momenti artistici distanti nel tempo, ma accomunati dalle prospettive. Da una parte l’artista Émile Gallé, che operò a cavallo tra Ottocento e inizio Novecento, e dall’altra artisti e architetti contemporanei. Immersi in uno spazio che sta cambiando rapidamente, declinandosi in forme di cultura sempre più sostenibili.

Organismi - installation view at GAM, Torino 2016 - photo Marco Robino
Organismi - installation view at GAM, Torino 2016 - photo Marco Robino

UOMO-PIANETA-TERRA
Fin dalla prima sala allestita per la mostra, nella quale sono presenti le fotografie dei muri vegetali di Patrick Blanc, è facile intuire la fusione tra architettura, estetica e materia organica. La mostra Organismi, infatti, propone una relazione tra arte e architettura, con quella particolare declinazione moderna che volge lo sguardo verso un atteggiamento sempre più ecologico nei confronti del mondo in cui viviamo.
L’accostamento uomo-pianeta-terra ormai non stupisce più, perché ha vissuto la sua evoluzione in un tempo dilatato, curando il particolare nel paesaggio, sviluppando etica e senso civico, costruendo cultura e comparando differenti figure tecniche e specialistiche per partecipare alla costruzione delle esigenze dei luoghi vissuti quotidianamente con sempre maggiore interesse per la bellezza e la funzionalità, senza intaccare il bene ultimo della natura.

Organismi - opening at GAM, Torino 2016 - photo Giorgio Perottino
Organismi – opening at GAM, Torino 2016 – photo Giorgio Perottino

LA MOSTRA
La mostra si sviluppa proprio in questo modo, senza una vera e propria cronologia degli eventi, ma in maniera circolare, seguendo il tempo in maniera organica.
Il percorso prosegue quindi con l’opera di Émile Gallé in uno spazio profondamente pacato, sensoriale, dove spiccano superbe creazioni in vetro ispirate alle forme della natura. Il salto da Gallé a Raimondo D’Aronco significa passare dall’Art Nouveau all’architettura Liberty, ma senza dimenticare la giovane Elena Mazzi, da sempre attenta agli impatti della modernità sulla società, lavorando su performance costruite attraverso il simbolismo e la potenza della comunicazione.
Tra i numerosi artisti in mostra, è certamente di grande interesse il lavoro di Santiago Ramón y Cajal, che unisce ai suoi studi scientifici talento e passione per l’arte, in particolare per la pittura, rivelatasi poi fondamentale anche al fine del suo lavoro di ricerca in campo medico.

Organismi - opening at GAM, Torino 2016 - photo Giorgio Perottino
Organismi – opening at GAM, Torino 2016 – photo Giorgio Perottino

RADICI ORGANICHE
In conclusione, altri esempi di contemporaneità in mostra sono Slow Food, con il progetto Granai della Memoria, e una serie di lavori di Mario Cucinella, che riesce nell’impresa di unire empatia, creatività e architettura. In questo senso la rassegna attraversa il tempo e la sua evoluzione scostante, fatta di salti, scoperte, intuizioni, modelli culturali, arte, scienza, filosofia, rifiuto, conformismo, poesia, emozioni, memoria e cambiamenti, per finire sempre allo stesso punto: l’origine della vita. Un destino ineluttabile, bello e profondo, semplice per il solo motivo che è la nostra radice, organicità eterna nella quale uomo e natura convivono e si completano a vicenda.

Eugenio Giannetta

Torino // fino al 6 novembre 2016
Organismi. Dall’Art Nouveau di Émile Gallé alla Bioarchitettura
a cura di Virginia Bertone e Carolyn Christov-Bakargiev
Catalogo Skira
GAM
Via Magenta 31
011 4429518
[email protected]
www.gamtorino.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53287/organismi-dallart-nouveau-di-emile-galle-alla-bioarchitettura/

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Eugenio Giannetta
Eugenio Giannetta vive a Torino. Giornalista, classe 1986. Si è Laureato alla Facoltà di Lettere di Torino e ha frequentato la Scuola di Giornalismo e Relazioni Pubbliche Carlo Chiavazza. Ha un Master in Comunicazione Sociale presso la Facoltà teologica di Torino. Ha partecipato a workshop di scrittura presso la Scuola Holden e con Davide Calì, aggiornandosi come addetto stampa presso il collettivo di giornalisti Lettera Ventitrè. Collabora con diverse testate giornalistiche per le quali si occupa di cultura, attualità e temi sociali.