Tra mito e identità. Alessandro Scarabello a Roma

The Gallery Apart, Roma – fino al 31 luglio 2016. “The Garden of Phersu” è l’ultimo ciclo di lavori di Alessandro Scarabello: una serie di tele e disegni su carta ora in mostra nella Capitale. La ricerca dell’artista, orientata su teatralità e messa in scena, acquista un accento più marcato sul concetto di identità.

Alessandro Scarabello, The Gentleman (Prelude), 2016
Alessandro Scarabello, The Gentleman (Prelude), 2016

Le opere in mostra attestano una notevole evoluzione del lavoro di Alessandro Scarabello Roma, 1979), nonché una lucida coerenza rispetto alla produzione precedente. La ricercata qualità pittorica e l’eccellente resa del colore – di concreto impatto – indagano la corporeità, sottolineandone la valenza simulacrale. Il giardino di Phersu, personaggio mitologico dall’identità misteriosa, nella cui essenza risiede il concetto di maschera e dunque di persona, è abitato da uno spaventapasseri: oggetto/soggetto simbolo di un fallimentare tentativo di adattamento umano nel mondo. Dissonante è la collocazione del fantoccio in ambientazioni esotiche: goffa messa in scena di un classico stereotipato.

Gaia Palombo

Roma// fino al 31 luglio 2016
Alessandro Scarabello – The Garden of Phersu
THE GALLERY APART
via Francesco Negri 43
06 68809863
[email protected]
www.thegalleryapart.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53513/alessandro-scarabello-the-garden-of-phersu/

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Gaia Palombo
Gaia Palombo (Latina, 1989) consegue nel 2014 la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, con una tesi biografica e storico-critica su Donatella Landi. Nel 2012 svolge un tirocinio presso la Fondazione Pastificio Cerere, assistendo organizzazione e logistica delle mostre in corso; nello stesso anno è tra i soci fondatori del collettivo curatoriale IL MURO. Attualmente è caporedattore della rivista bimestrale indipendente di arte, filosofia e cultura visuale IL MURO. È inoltre collaboratore editoriale di Juliet Art Magazine e ATP Diary.