Roman Signer. Film e installazioni a Nuoro

MAN, Nuoro – fino al 3 luglio 2016. L’artista svizzero approda in Italia con una mostra che assomiglia ad un’antologia del suo lavoro filmico e visivo. Riuniti nel museo sardo, oltre duecento pellicole e inedite opere scultoree e site specific, che sottolineano l’interesse di Signer per l’interazione con lo spazio e il vissuto quotidiano.

Roman Signer – Films and Installations - installation view at MAN, Nuoro 2016 - photo Confinivisivi
Roman Signer – Films and Installations - installation view at MAN, Nuoro 2016 - photo Confinivisivi

SIGNER FINALMENTE IN ITALIA
La prima personale in un museo italiano dell’artista svizzero Roman Signer (Appenzell, 1938) ha quasi un carattere da antologica. Nasce da un’idea di Lorenzo Giusti, in collaborazione con Li Zhenhua, curatore di una recente mostra della collezione completa dei film in Super 8 dell’autore. Ed è la restituzione di un pensiero che si focalizza sulla materialità degli elementi utilizzati e sui processi che li attraversano in momenti di trasformazione.
Narrazione culturale e osservazione empirica della realtà, oggetto e metodo della ricerca da oltre cinquant’anni, l’opera di Signer viene raccontata presentando due nuclei di lavori: un’installazione ambientale di duecentocinque filmati in Super 8, girati tra il 1975 e il 1989, e cinque lavori scultorei e video inediti.

VIVERE L’OPERA
Nel percorso espositivo sono presentati tre nuovi lavori scultorei, due dei quali site specific. Appena varcata la soglia del museo, lo spettatore viene accolto da un’installazione che cresce lungo la tromba delle scale, composta da un singolare sistema verticale di ombrelli neri collegati tramite i manici. Un lavoro che è già uno statement, a cavallo tra monumentalità scultorea, tensione emotiva e semplicità. Installazione (2016) è una scultura in legno caratterizzata dal suo essere percorribile che impegna un’intera sala del museo. È un camminamento nel quale lo spettatore viene sfidato ad agire l’opera, a viverla con il proprio corpo e a vederla vissuta da altri, sottoponendosi così a un regime di immedesimazione scopica.
Vedere qualcuno percorrere quell’opera, per poi fare altrettanto, sembra porre lo spettatore davanti al più celebre quesito di Paul Valéry: chi è quel signore che avanza l’inammissibile pretesa di essere me? In questo senso, Signer sembra esplicitare la volontà di sottrarre il reale alla banalità dello sguardo. Occhiali (2016) è un’installazione composta da un proiettore Super 8 e da un paio di occhiali da sole appoggiati su un tavolino che, proiettando un’ombra sulla parete, ne modificano il fascio di luce. Un intervento minimo, elementare, ironico e profondo allo stesso tempo, un ipertesto che offre le chiavi di accesso alla produzione di Signer.
Occhiali si collega, infatti, alla grande videoinstallazione di oltre cento cavalletti a supporto dei duecentocinque film allestita al terzo piano del museo, generando un rimando al supporto originale. Due dimensioni sembrano esplicitarsi: una più tecnica – data dalla cadenza ritmica del rullare del videoproiettore – e una simbolica, che prende in considerazione l’estetica della visione.

Roman Signer – Films and Installations - installation view at MAN, Nuoro 2016 - photo Confinivisivi
Roman Signer – Films and Installations – installation view at MAN, Nuoro 2016 – photo Confinivisivi

FILM E SUPER 8
Realizzati tra il 1975 e il 1989, i film contenuti nella grande videoinstallazione rappresentano l’intera produzione in pellicola dell’autore svizzero. Un supporto caro a Signer nonostante l’evoluzione delle tecnologie e dei formati, mai superato e utilizzato ancora oggi nelle fasi di studio, di ricerca e nei viaggi. Una pratica prediletta per via delle sue caratteristiche di materialità, temporalità e percettività. La pellicola definisce spazi e tempi altri, un rapporto diverso con gli avvenimenti che – nell’opera di Signer – hanno sempre assunto un carattere scultoreo, delineandosi come il momento di massima concentrazione di tutte le forze messe in campo. Il Super 8 non solo come insieme di intenti espressivi, ma soprattutto come visione strategica del processo di realizzazione dell’opera d’arte e di coinvolgimento emotivo dell’autore in tutte le fasi di svolgimento. Il Super 8 come calamita delle tensioni messe in campo dal pensiero e dalla rappresentazione.
Nei filmati in mostra, Signer impiega il corpo e una serie infinita di oggetti in processi di trasformazione, tentativi e fallimenti intenzionali. Luoghi domestici, naturali o urbani – di una bellezza elementare, per definizione stessa dell’artista – rappresentano lo spazio d’azione dove produrre identità. Indifferente se personale o collettiva, ciò che importa è il come, la modalità nella quale avvengono le cose, esaltando le trasformazioni all’interno dell’esperienza empirica. Allo stimolo iniziale fanno seguito il caso, l’errore e il successo, l’imprevisto o lo scontato – in una logica non predeterminata. Questo succede anche nei due nuovi video girati da Signer in Sardegna, nelle spiagge di Osalla/Orosei e di Cala Liberotto.

Roman Signer – Films and Installations - installation view at MAN, Nuoro 2016 - photo Confinivisivi
Roman Signer – Films and Installations – installation view at MAN, Nuoro 2016 – photo Confinivisivi

LONTANO DAL GRAND TOUR
Il progetto Roman Signer. Films and Installations testimonia l’opera di Signer, anche per mezzo di Un passo verso il mare, libro edito da Humboldt Books, che racconterà il lavoro dell’artista svizzero e il suo rapporto con l’Italia, raccogliendo schizzi, fotografie di viaggio, testimonianze. All’interno anche un dvd contenente le azioni realizzate in Italia e un film di viaggio inedito fatto da un montaggio di appunti visivi in cui Roman Signer sembra divertirsi a decostruire la tradizionale estetica del Grand Tour.
Se è vero ciò che sosteneva Fausto Melotti quando affermava che “nella scultura, ciò che conta è l’occupazione armonica dello spazio”, con Signer abbiamo modo di riflettere sulla possibilità del quotidiano, dell’imprevisto e del non considerato: dell’armonia scultorea dello spazio elementare vissuto.

Giangavino Pazzola

Nuoro // fino al 3 luglio 2016
Roman Signer – Films and Installations
a cura di Lorenzo Giusti e Li Zhenhua
MAN
Via Sebastiano Satta 27
0784 252110
[email protected]
www.museoman.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53074/roman-signer-films-and-installations/

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Giangavino Pazzola
Laureato in Lettere e Comunicazione all'Università di Sassari. Attualmente vivo a Torino, dove studio Comunicazione Pubblica e Politica. Curatore indipendente e blogger, nel 2011 ho vinto il Premio MANizos, per giovani curatori d'arte in Sardegna (Museo MAN/AMACI). Dal 2009 collaboro con il Progetto Cyou - Festival dell'Arte Contemporanea, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco e dal 2010 con Tiscali Cultura e Poxart.