Dall’antico Egitto al primo Novecento. Una mostra a Milano

Gallerie d’Italia, Milano – fino al 17 luglio 2016. Più di 140 opere in mostra per l’ultima tappa di “Restituzioni”, programma promosso da Intesa Sanpaolo, che in ventisette anni di attività ha restaurato più di mille opere d’arte. Un viaggio nella storia dell’arte lungo più di tremila anni.

Cavaliere Marafioti, 420-400 a.C. - da Locri, località Marafioti, tempio greco, scavo del 1910 - Reggio Calabria, Museo Archeologico - photo di digi.Art - Servizi digitali per l'Arte e i Beni Culturali, Guido - Mantella Restauratori Associati
Cavaliere Marafioti, 420-400 a.C. - da Locri, località Marafioti, tempio greco, scavo del 1910 - Reggio Calabria, Museo Archeologico - photo di digi.Art - Servizi digitali per l'Arte e i Beni Culturali, Guido - Mantella Restauratori Associati

UN PATRIMONIO IN MOSTRA
Protagonista di questa esposizione è il patrimonio artistico pubblico italiano che, grazie a importanti operazioni di restauro, viene esaltato nella sua accezione di valorizzazione delle diverse identità territoriali del nostro paese. Un lungo e articolato viaggio nella cultura artistica nostrana, centrale e “periferica”, dove sono presenti differenti esempi di espressione artistica. Le diverse tipologie di opere d’arte presenti permettono inoltre di conoscere i nuovi esiti delle tecniche e delle metodologie del restauro, anche attraverso alcuni video che mostrano, passo dopo passo, gli interventi realizzati sulle opere: dalla pittura (su tela, tavola o affresco) al mosaico, dalla scultura (lignea, bronzea, lapidea) alle arti applicate, con alcuni esempi di manufatti tessili, in vetro, metalli e pietre preziose.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Ritratto di cavaliere di Malta (Alof de Wignacourt?), 1608 - Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti - photo di Claudio Giusti, Gianluca Poldi - Maria Letizia Amadori
Michelangelo Merisi da Caravaggio, Ritratto di cavaliere di Malta (Alof de Wignacourt?), 1608 – Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti – photo di Claudio Giusti, Gianluca Poldi – Maria Letizia Amadori

DA CARAVAGGIO A CARRÀ
Tra gli artisti più noti al grande pubblico qualche nome d’eccezione come quello di Caravaggio, con il Ritratto di cavaliere dell’Ordine di Malta che emerge con potenza dal tipico interno bruno caravaggesco, dipinto quasi sicuramente tra il 1607 e 1608, quando il pittore si era rifugiato sull’isola. Il dipinto è oggi conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, così come una tela di Pieter Paul Rubens in mostra, una bellissima Resurrezione appartenuta al Gran Principe Ferdinando de’ Medici. Un’opera che stupisce per la sua ricchissima gamma cromatica e per il gioco di luci e ombre tipico della pittura barocca. E ancora, i dipinti di Francesco del Cossa, Pietro Perugino, Lorenzo Lotto, Luca Giordano e Carlo Carrà, del quale è esposto un lavoro di ascendenza metafisica del 1917, realizzato quando il pittore si trovava a Ferrara, in compagnia di Giorgio de Chirico, presso l’ospedale militare di Villa del Seminario.

Cavaliere Marafioti, 420-400 a.C. - da Locri, località Marafioti, tempio greco, scavo del 1910 - Reggio Calabria, Museo Archeologico - photo di digi.Art - Servizi digitali per l'Arte e i Beni Culturali, Guido - Mantella Restauratori Associati
Cavaliere Marafioti, 420-400 a.C. – da Locri, località Marafioti, tempio greco, scavo del 1910 – Reggio Calabria, Museo Archeologico – photo di digi.Art – Servizi digitali per l’Arte e i Beni Culturali, Guido – Mantella Restauratori Associati

UNO SGUARDO ALL’ANTICO
Tra le opere antiche di maggior impatto spicca il gruppo statuario a tutto tondo in terracotta policroma del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, raffigurante un Giovane cavaliere sorretto da una sfinge, detto “Cavaliere Marafioti”. Scoperto nel 1910 a Locri da Paolo Orsi, il gruppo, con molta probabilità, faceva parte della decorazione del tetto di un tempio, datato tra il 420 e il 400 a. C.  Uno straordinario esempio scultoreo della Magna Grecia, che riesce ad affascinare il pubblico contemporaneo nonostante l’evidente ricostruzione con integrazioni fatta partendo da 180 frammenti, che per usare una formula di Cesare Brandi, illustre teorico del restauro, rispetta “l’unità potenziale dell’opera d’arte”.

Calogero Pirrera

Milano // fino al 17 luglio 2016
La bellezza ritrovata. Caravaggio, Rubens, Perugino, Lotto e altri 140 capolavori restaurati
a cura di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti
Catalogo Marsilio
GALLERIE D’ITALIA
Piazza della Scala 6
800 167619
[email protected]
www.gallerieditalia.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52284/restituzioni-2016-la-bellezza-ritrovata/

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Calogero Pirrera
Calogero Pirrera (1979) è uno storico dell’arte specializzato in arte moderna e contemporanea, videoarte, didattica museale e progettazione culturale. Vive attualmente a Roma. Ha collaborato con la cattedra di Istituzioni di Storia dell’Arte della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, con alcune gallerie come Il Ponte Contemporanea e LipanjePuntin, oltre che con Festarte – Festival Internazionale di VideoArte, che lo vede impegnato nella mappatura globale dei festival di videoarte con la rubrica “International Contest”. Ha all’attivo alcune pubblicazioni che indagano l’arte antica come quella contemporanea. Tra le mostre curate si ricorda "Il Duomo di Milano dalla Lombardia all’Europa", ospitata presso il Duomo meneghino nel 2005 e il relativo catalogo. Ha scritto e scrive per EosArte, TribeArt e Artribune.