La fotografia negata. Camillo Ripaldi a Napoli

MANN, Napoli – fino al 26 giugno 2016. Nell’ambito dei suoi incontri con l’arte contemporanea, il museo campano presenta la mostra “Questi fotografi non sono io” di Camillo Ripaldi, che reinventa il rapporto tra lo spettatore e l’oggetto fotografato, destabilizzandolo, e distrugge il concetto di mimesis nella relazione tra arte e fotografia.

Camillo Ripaldi , Senza titolo, 2016
Camillo Ripaldi , Senza titolo, 2016

Il Museo Archeologico di Napoli prosegue il ciclo di mostre temporanee che consolida il connubio tra arte antica e contemporanea. Cosa significa fotografare oggi è al centro della mostra Questi fotografi non sono io di Camillo Ripaldi (Napoli, 1970), a cura di Marco De Gemmis, che misconosce la pratica della mimesis applicata alla rappresentazione degli oggetti d’arte. Se “fotografare significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza” (Susan Sontag), la fotografia è una presa diretta sul reale ed è il suo status di rappresentazione che l’artista stravolge. Le immagini non sono nitide né messe a fuoco e sono prive del punto di vista centrale. Il corpo del fotografo, una lastra di vetro e frasi di un manuale di fotografia contaminano la visione, negando la mimesis. Nell’odierna bulimia di immagini, Ripaldi non accetta l’evidenza della fotografia, ne esalta il carattere finzionale e ironicamente ipotizza un ritorno della soggettività.

Francesca Blandino

Napoli // fino al 26 giugno 2016
Camillo Ripaldi – Questi fotografi non sono io
a cura di Marco De Gemmis
MANN
Piazza Museo Nazionale 19
081 4422149
http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53827/camillo-ripaldi-questi-fotografi-non-sono-io/

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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.