Paradiso inclinato o Paradiso perduto? Una mostra a Roma

Ex Dogana, Roma – fino al 15 maggio 2016. Negli spazi suggestivi dell’ex Dogana di Roma è ospitata la mostra “Il Paradiso Inclinato”, un’ambiziosa esposizione curata da Luca Tomio che propone varie generazioni di artisti. Da De Dominicis ad Alighiero Boetti, da Alberto Di Fabio a Luana Perilli, da Borondo a Edoardo Tresoldi. Ma qualcosa non funziona.

Il Paradiso Inclinato - installation view at Ex Dogana, Roma 2016
Il Paradiso Inclinato - installation view at Ex Dogana, Roma 2016

PASSATO PRESENTE ETERNITÀ
L’ambientazione post industriale dell’ex Dogana (complesso immobiliare in attesa di sviluppo nel pieno centro di Roma) si presta anche a una bella metafora: un luogo che, non solo per definizione, rappresentava una frontiera e un pedaggio da pagare si trasforma in uno spazio eterogeneo e visitabile gratuitamente, in cui convergono linguaggi multipli e personalità tanto diverse tra loro da annullare qualsiasi confine artistico.
Come sostiene perentoriamente Achille Bonito Oliva, lo scopo della mostra è progettare il passato, spostarlo nel presente per fondare una sorta di eternità dell’istante. Un’officina, termine molto in voga al momento, che tenta di far dialogare l’arte concettuale di Boetti e De Dominicis con l’arte urbana di Borondo, le visioni spaziali e sinaptiche nella bella sala  di Alberto Di Fabio con la percezione visiva di Sbagliato, o ancora Schifano con Leonardo Petrucci, Sol LeWitt con Gea Casolaro fino ad arrivare alla impattante installazione di Edoardo Tresoldi, reduce dal successone della basilica ricostruita in Puglia.

CRITERI POCO CONVINCENTI
Ammirevole proporre una panoramica di ciò che si può considerare arte contemporanea, e romana in particolare, dal 1969 fino al presente, ma il criterio antologico sull’arte capitolina è l’unico che riesce a giustificare questa commistione di esperienze artistiche. Se il criterio fosse quello di avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico “profano”, tutto ciò sarebbe da sostenere senza esitazioni, ma se a quel pubblico non si forniscono adeguate spiegazioni, allora l’intero proposito viene a mancare. E si rischia di essere controproducenti.
Infatti, a questo Paradiso Inclinato manca qualsiasi supporto esplicativo, nessuna narrazione, nessun testo critico, neanche una parola. Si suppone che le opere d’arte si interpretino da sole? O addirittura che sia possibile dar loro il significato desiderato specie in un contesto necessariamente retorico (la solita archeologia industriale che solo a Roma può apparire qualcosa di ‘nuovo’), decontestualizzato e percorso più dalla fauna dei locali notturni che da quella dei musei.

Il Paradiso Inclinato - installation view at Ex Dogana, Roma 2016
Il Paradiso Inclinato – installation view at Ex Dogana, Roma 2016

UNA MOSTRA ACERBA
Nel comunicato stampa si legge che “Roma è da sempre un paradiso non tanto perduto quanto inclinato su quei crinali della storia dove si sono inverate e cicatrizzate mille volte le più grandi paure catastrofiche dell’uomo moderno”. Tuttavia, se questo è indubbiamente vero per la città di Roma, altrettanto non si può dire per la mostra che, per quanto proponga una missione ambiziosa, risulta acerba e pretenziosa per propositi e per allestimento.

Mattia Andres Lombardo

Roma // fino al 15 maggio 2016
Il Paradiso Inclinato
a cura di Luca Tomio
artisti: Jannis Kounellis, Tano Festa, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Pier Paolo Calzolari, Mario Schifano, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Gino De Dominicis, Alberto Di Fabio, Andreco, Borondo, Sbagliato, Edoardo Tresoldi, Cesare Tacchi, Eracle Dartizio, Emilio Prini
EX DOGANA
Via dello Scalo di San Lorenzo 10 
[email protected]
www.exdogana.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53106/roma-arte-aperta-il-paradiso-inclinato/