Scoprire Paolo Gioli. A Milano

Peep-Hole, Milano – fino al 28 maggio 2016. La galleria milanese inaugura la primavera con una mostra che racconta la personalità complessa, coerente e variegata di Paolo Gioli. In una rassegna “da museo”, che ripercorre retrospettivamente il lavoro dell’artista.

Paolo Gioli, Volti attraverso, 1987-2002
Paolo Gioli, Volti attraverso, 1987-2002

UN OMAGGIO ALL’INNOVAZIONE
Una mostra museale, tanto che per l’occasione ha richiesto allo spazio di “allargarsi” andando a occupare anche un mezzanino, di solito in altre faccende affaccendato, quella che Peep-Hole dedica a Paolo Gioli (Sarzano di Rovigo, 1942). Una figura meno nota del panorama internazionale – Gioli comincia a costruire il suo percorso artistico a partire dagli Anni Sessanta –, che tuttavia qui emerge nell’intera complessità del suo discorso solo apparentemente solitario, invece in dialogo continuo con la storia dell’arte e i suoi “spiriti guida”.
Tra questi, nella serie degli Omaggi, il confronto, ma anche il desiderio di stabilire una linea di successione, si instaura con Joseph Nicéphore Niépce, tra i padri della fotografia, Alphonse Poitevin, sperimentatore del colore, Julia Margaret Cameron, fotografa inglese dell’epoca vittoriana. Ma ci sono anche Courbet, van Gogh, Dürer, Signorelli, Piero della Francesca, Mantegna, Talbot, Muybridge, Londe, Duchamp, tra i suoi “padri” protagonisti di fotografie, collage, film. Non è un caso che siano questi i nomi del suo personale pantheon, essendo personaggi innovatori, iniziatori di nuove epoche, alchimisti di un passaggio tra mondi diversi, in cui l’artista si riconosce per vocazione.

Paolo Gioli, The Big Lens, 1968
Paolo Gioli, The Big Lens, 1968

ARTE SPERIMENTALE
Le forzature, gli spazi liminali tra tecniche e immagini eterogenee interessano infatti molto Gioli che ci fa spaziare tra tele sagomate coloratissime che anticipano gli spazi aggettanti della street art in 3D, volti di donna evanescenti, trattati come rayographie, scheletri di zanzare retroilluminate che diventano ragnatele astratte e dagherrotipie contemporanee, in un progetto espositivo che corre fino ai nostri giorni.
Chiudendo, almeno cronologicamente, con il ciclo più recente del 2009, intitolato Il finish delle figure, utilizzando naturalmente la tecnica del fotofinish, ma rianimando le immagini statiche in un racconto che nega la natura stessa del mezzo cinematografico.

Santa Nastro

Milano // fino al 28 maggio 2016
Paolo Gioli
PEEP-HOLE
Via Stilicone 10
02 87067410
[email protected]
www.peep-hole.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52642/paolo-gioli/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.