Fra disperazione e bellezza. Jan Fabre a Firenze

Firenze, sedi varie – fino al 2 ottobre 2016. Il discusso Jan Fabre è protagonista di una grande mostra nel capoluogo toscano. Un centinaio di opere testimoniano la sua lunga e intensa carriera di artista e performer.

Jan Fabre, L’uomo che dirige le stelle, 2015 - photo Attilio Maranzano - © Angelos Bvba
Jan Fabre, L’uomo che dirige le stelle, 2015 - photo Attilio Maranzano - © Angelos Bvba

TRE LUOGHI, UNA MOSTRA
Un trittico di luoghi eccezionali – Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e Forte Belvedere – fa da sfondo all’antologica dell’artista, coreografo, scenografo e regista teatrale fiammingo Jan Fabre (Anversa, 1958). La grande mostra fiorentina, che vede esposte circa un centinaio di opere, fra sculture, installazioni e video delle performance realizzate tra il 1978 e il 2016, è un’immersione in un’arte concepita come “poetica resistenza in nome della bellezza”, che celebra l’immaginazione e in cui l’artista assume il ruolo di spiritual guard.

Jan Fabre, Corazza (Collare), 1996 - photo Emiliano Cribari - © Angelos Bvba
Jan Fabre, Corazza (Collare), 1996 – photo Emiliano Cribari – © Angelos Bvba

METAMORFOSI E FRAGILITÀ
È un mondo artistico regolato da leggi e regole proprie quello di Fabre, caratterizzato da simboli e motivi ricorrenti, legati al concetto della metamorfosi e della trasmutazione continua fra elementi umani e animali, che sfidano il naturale ciclo della vita e della morte. Divengono così perfetta sintesi di questo continuo divenire, unione di corpo sensoriale e spirituale, le elitre cangianti degli scarabei, che si ritrovano come elemento costitutivo di molte sculture e installazioni presenti all’interno del percorso museale di Palazzo Vecchio. L’impressione è quella di un dialogo perfettamente riuscito fra contemporaneo e antico, in cui la sacralizzazione del corpo in tutte le sue declinazioni, della sua fragilità e capacità di difesa viene messa in stretta relazione con la storia degli spazi che ospitano le opere.
Forte Belvedere è, insieme a Piazza della Signoria, il luogo deputato, fra i bastioni e la palazzina, ad accogliere le opere in bronzo e in cera, oltre a una serie di video di alcune storiche performance dell’artista. La ricerca conflittuale dell’essere umano fra difesa e fragilità, fra dimensione antropologica e metafisica trova in queste opere il suo acme, secondo un linguaggio definibile, prendendo a prestito le parole del Vasari, “anticamente moderno e modernamente antico”.

Jan Fabre, Cercando Utopia, 2003 - photo Emiliano Cribari - © Angelos Bvba
Jan Fabre, Cercando Utopia, 2003 – photo Emiliano Cribari – © Angelos Bvba

FIRENZE CONTEMPORANEA
Firenze, si sa, è un po’ restia ad accogliere l’arte contemporanea nei suoi luoghi storici, e se la colossale tartaruga (Searching for Utopia, 2003) in piazza della Signoria è già diventata un richiamo per i turisti, che la fotografano sullo sfondo di Palazzo Vecchio, le polemiche non sono mancate. Una petizione online ha richiesto al sindaco Nardella la rimozione delle statue dell’artista, contrastato dagli ambientalisti per il largo utilizzo di animali nelle sue opere, cui Fabre ha risposto con una lunga performance notturna in Piazza della Signoria. Nonostante tutto la città si sta sempre più dimostrando un laboratorio della contemporaneità, seguendo il motto della flotta di Cosimo I de’ Medici (che venne associato al simbolo della tartaruga con vela): festina lente.

Alessandra Frosini

Firenze // fino al 2 ottobre 2016
Jan Fabre – Spiritual Guards
a cura di Joanna De Vos e Melania Rossi
PIAZZA DELLA SIGNORIA
PALAZZO VECCHIO
FORTE BELVEDERE
Via di San Leonardo 1
www.musefirenze.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52136/jan-fabre-spiritual-guards/
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52137/jan-fabre-spiritual-guards/

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Alessandra Frosini
Alessandra Frosini è critica e curatrice di mostre d'arte contemporanea. Laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzata in museologia e in management culturale, dal 2009 ha collaborato con musei, istituzioni, società e gallerie d'arte in Italia e all’estero per numerose mostre ed eventi, portando avanti una personale riflessione sul concetto di memoria. Scrive per testate d’arte quali ArsKey, Artribune, Espoarte, Juliet Art magazine, oltre che per cataloghi e riviste. È docente di museologia e museografia in master sull’organizzazione di eventi culturali e consulente per la compravendita di opere d’arte per privati, case d’asta e fondi d’investimento in arte. Fra le ultime collaborazioni come critico si segnala la partecipazione come giurato al Canova Art Prize di New York, mostra “Giorgio De Chirico and Giorgio Morandi. Rays of Light in Italian Modern Art” al Modern Art Museum di Shanghai, la mostra “Polixeni Papapetrou | Between worlds” per il Photolux Festival, e la doppia personale di Angelo Brescianini e Beatrice Gallori all’Aria Art Gallery di Istanbul.