Emilio Vedova. Una parete di disegni per i dieci anni dalla scomparsa

Fondazione Vedova, Venezia – fino al 1° novembre 2016. Germano Celant celebra i dieci della scomparsa dell’artista veneziano con una mostra di disegni. Affastellandone 300 su una parete di 27 metri per 3. Quando il gigantismo funziona.

Emilio Vedova Disegni - Fondazione Vedova, Venezia 2016 - photo Vittorio Pavan
Emilio Vedova Disegni - Fondazione Vedova, Venezia 2016 - photo Vittorio Pavan

Dieci anni fa moriva Emilio Vedova e subito, per suo stesso volere, prendevano inizio le attività della Fondazione. Lo spazio espositivo – che non coincide con l’ex studio dell’artista, dove sono alloggiati biglietteria e bookshop – è stato ideato da Renzo Piano, in particolare il sistema di movimentazione automatizzata delle opere in archivio. E per questa mostra saranno visibili due serie di teleri degli Anni Ottanta. Intanto, però, ampiamente efficace è la parete (27 metri per 3) che Germano Celant ha immaginato per raccontare la prassi continua del disegno in Vedova. “Quasi un respiro”, gli fa eco Fabrizio Gazzarri, responsabile della collezione e co-curatore della mostra.

Emilio Vedova, senza titolo, 1946
Emilio Vedova, senza titolo, 1946

Trecento lavori accostati in maniera serrata, a comporre un unico affresco sfaccettato in una produzione enorme, che va dal 1940 all’anno della morte. Due teche, all’inizio del percorso, accennano brevemente agli esordi, risalenti al 1935. E se l’allestimento restituisce d’un tratto la frequentazione assidua di Vedova con il disegno, il bel catalogo edito da lineadacqua permettere di soffermarsi con la dovuta attenzione su ogni singolo foglio.

Marco Enrico Giacomelli

Venezia // fino al 1° novembre 2016
Emilio Vedova Disegni
a cura di Germano Celant e Fabrizio Gazzarri
Catalogo lineadacqua
FONDAZIONE VEDOVA
Zattere – Dorsoduro 266
041 5226626
[email protected]
www.fondazionevedova.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53593/emilio-vedova-disegni/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.