Taryn Simon. Dalla Biennale di Venezia alla Gagosian Gallery

Gagosian Gallery, Roma – fino al 24 giugno 2016. Una mostra di fotografie di fiori. Ma sono fiori speciali: hanno assistito a discussioni e firme di trattati che hanno deciso le sorti del mondo. Erano lì, su quei tavoli. Una curiosa ricerca della newyorchese Taryn Simon.

Taryn Simon, Paperwork and the Will of Capital, 2015 - Agreement between Eritrea and Ethiopia
Taryn Simon, Paperwork and the Will of Capital, 2015 - Agreement between Eritrea and Ethiopia

Il filo rosso che percorre l’Italia dell’arte contemporanea lega sempre più strettamente Venezia a Roma, anche a Biennale ormai conclusa da tempo. Così il lavoro di Taryn Simon (New York, 1975), Paperwork and the Will of Capital, approda nelle sale della Gagosian Gallery, dove le grandi riproduzioni fotografiche delle composizioni fiorite poste sui tavoli dei meeting più significativi della storia recente risplendono con tutta la forza dei loro colori saturi. Le cornici rimandano all’idea della sala riunioni e istruiscono sugli esiti degli incontri narrati e sulle loro conseguenze politiche e sociali.

È un lavoro concettuale, quello di Taryn Simon [l’avevamo vista anche al Garage Museum di Mosca lo scorso anno], che in questo caso si serve della fotografia, ma ha esplorato la performance, la scultura e l’espressione testuale, sempre guidato da un amore per la categorizzazione e la classificazione come metodologia per la conoscenza del mondo. Un amore che torna negli “erbari”: pagine in cui veri fiori recisi sono schiacciati dalla pressa, come il peso della storia schiaccia tutto ciò che si trova sul suo cammino.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 24 giugno 2016
Taryn Simon – Paperwork and the Will of Capital
GAGOSIAN GALLERY
Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52077/taryn-simon-paperwork-and-the-will-of-capital/

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.