Paul Allen. Una collezione in mostra a Washington

The Phillips Collection, Washington – fino all’8 maggio 2016. Il museo statunitense ospita la straordinaria raccolta di paesaggi di Paul Allen, il miliardario americano fondatore di Microsoft. E le ricerche sulla percezione visiva del suo Allen Institute for Brain Science.

Thomas Moran, Grand Canyon of Arizona at Sunset, 1909 - Paul G. Allen Family Collection
Thomas Moran, Grand Canyon of Arizona at Sunset, 1909 - Paul G. Allen Family Collection

PAUL ALLEN E IL PAESAGGIO
Nonostante il profondo interesse per il mondo della natura, il Rinascimento aveva relegato il paesaggismo a genere inferiore, etichetta poi superata e rivalutata a partire dal XVII secolo. Eppure in Europa questo pregiudizio non è mai svanito. A tal proposito, la sensibilità negli Stati Uniti è diversa e certamente non la pensa così Paul Allen, il miliardario americano che nel 1975, insieme a Bill Gates, ha fondato Microsoft.

UNA COLLEZIONE IN MOSTRA
A Washington la sua collezione è esposta al terzo piano della Phillips Collection. Non moltissimi pezzi, trentanove in tutto, ma stupefacenti, soprattutto se si considera che appartengono interamente a un unico privato.
Si allineano l’una di fianco all’altra le tele dipinte da Bruegel il Giovane, dove il paesaggio è utilizzato come quinta per le sue allegorie mitologiche, le visioni arcadiche di Giovanni Paolo Panini e Thomas Cole, i paesaggi veneziani di Canaletto, Turner e Manet, la campagna francese di Monet e quella evocativa di Cézanne, Klimt e Magritte. Per concludere con le prospettive contemporanee di Georgia O’Keeffe, Edward Hopper, David Hockney, Ed Ruscha e Gerhard Richter.

ARTE, SCIENZA E TECNOLOGIA
Ma Seeing nature. Landscape masterworks è una mostra da non perdere anche per un’altra ragione. Paul Allen incarna la figura più tipica del magnate filantropo americano impegnato in varie attività meritorie. In uno spazio, a dire il vero modesto, accanto ai capolavori citati, la Phillips Collection espone quattro pannelli e un filmato che rimandano in maniera semplice alle teorie più recenti elaborate dalle neuroscienze a proposito della percezione visiva. L’intento educativo non è nemmeno mascherato.
Nell’Allen Institute for Brain Science, considerato leader in tale ambito di ricerche, questo capitalista visionario, stimato essere il 12esimo uomo più ricco al mondo, ha investito sino a ora 500 milioni di dollari. Per capire che cosa ci rende umani catalogando la grande varietà di cellule che costituiscono il cervello e impegnandosi a svelare i codici che ne regolano la identità e funzione. Per Allen scienza e tecnologia, medicina, arte ed educazione non appartengono a sfere separate e il compiacimento estetico evidentemente non basta a se stesso.

Aldo Premoli

Washington // fino all’8 maggio 2016
Seeing nature. Landscape masterworks from the Paul G. Allen Family Collection
THE PHILLIPS COLLECTION
1600 21st Street
+1 (0)202 3872151
www.phillipscollection.org

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.