John Giorno a Milano. Quando la poesia ti affronta

Le Case D’Arte, Milano – fino al 30 giugno. L’artista e poeta newyorchese ha invaso lo spazio della storica galleria milanese. Che per l’occasione ha realizzato t-shirt e poster in edizione limitata.

John Giorno – Space Forgets You - Le Case D’Arte, Milano 2016 - photo Morgane Quere
John Giorno – Space Forgets You - Le Case D’Arte, Milano 2016 - photo Morgane Quere

Una carta da parati argentata riporta la scritta in bianco “SPACE FORGETS YOU” a caratteri cubitali, avvolge lo spettatore, svuotando lo spazio e sottolineando il vuoto. Le parole che si ripetono denigrano un luogo sacralizzato come galleria d’arte. Il white cube diventa d’argento e l’opera sparisce. Al centro di questo lavoro site specific ci troviamo a contemplare una frase che rimane impressa per la sua reiterazione. Ci allontaniamo e comprendiamo come l’immaterialità della parola contenga la materialità del pensiero. Un pensiero non nostro, un pensiero d’affronto e attuale. John Giorno (New York, 1936), poeta, artista e amico di Andy Warhol e William Burroughs, parte attiva della Beat Generation, della New York degli Anni Sessanta e inventore del Dial A Poem nel 1970 (memorabile la mostra che Ugo Rondinone gli ha dedicato al Palais de Tokyo pochi mesi fa), ha deciso di raccontare uno spazio e, nonostante i suoi ottant’anni, continua a stupire attraverso una critica sottile ma pungente della nostra contemporaneità. È lo spazio che ci dimentica o siamo noi che ci dimentichiamo dello spazio?

Giorgia Quadri

Milano // fino al 30 giugno 2016
John Giorno – Space Forgets You
Corso di Porta Ticinese 87
02 8054071
[email protected]
www.lecasedarte.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52877/john-giorno-space-forgets-you/

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Giorgia Quadri
Giorgia Quadri (Varese, 1991), cresciuta inizialmente tra pianure piacentine, terre di coppa, agricoltori arricchititi e piantagioni di pomodori. In seguito trapiantata negli Stati Uniti dove ha frequentato la primary school, la first, second and third grade, ha avuto una sorella, un cane, una casa con giardino che però aveva le persiane azzurre incollate al muro. A nove anni torna a Luino, concludendo l’infanzia e facendosi travolgere dall’adolescenza. Sceglie di iscriversi all’Università di Pisa, dove si laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione con una tesi di ricerca sulla Videoteca Giaccari di Varese. Ritorna dunque nelle Prealpi per catalogare, archiviare e organizzare le manifestazioni celebrative dalla suddetta. Il tirocinio si trasforma in una collaborazione che continua tuttora comportando allestimenti vari (Genova, Ginevra). Attualmente è iscritta al biennio specialistico in Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l’Accademia di Brera di Milano.