Tre fiammiferi per Pierluca Cetera. A Pergola

Sponge Living Space, Pergola – fino al 22 novembre 2015. Il primo per stupirsi, il secondo per vedere, l’ultimo per capire, e tutto il buio per soffrire. L’artista si concede uno spazio di gioco, ma l’illusione finisce presto. E rimane, in chi ha goduto della mostra, uno strano senso di amarezza e di colpa.

Pierluca Cetera – IndiGesta - Sponge Living Space, Pergola 2015 - photo Gianluca Panareo
Pierluca Cetera – IndiGesta - Sponge Living Space, Pergola 2015 - photo Gianluca Panareo

Il progetto artistico sembra strizzare l’occhio all’effetto scenico, e incuriosisce un Pierluca Cetera (Taranto, 1969), pittore figurativo noto dalla fine degli Anni Novanta per la sua poetica incentrata sulla drammaticità della condizione esistenziale, che indugia sullo stupore del pubblico, il quale, dopo aver consultato il foglio delle istruzioni dall’elegante grafica vintage, accede al corridoio buio della casa. La fruizione della mostra è un’esperienza individuale e intima: lo spettatore strofina i fiammiferi sulla superficie abrasiva dei piccoli dipinti ovali in cornice anticata, e con la fiammella generata illumina per un breve tempo, e da molto vicino, la figura presente nell’opera. Suggestivo.

Ma l’effetto-meraviglia iniziale cede il passo a una sensazione di inquietudine che sfocia in dolore e violenza: in ogni ovale è ritratto un uomo a torso nudo, e ogni tentativo di illuminarlo è una sferzata, ogni desiderio di ripetere l’intrigante visione è un colpo inferto a quel “povero cristo”, i segni rossi della capocchia del fiammifero, lasciati come frustate, permangono infine nel dipinto, che con essi si rovina e si completa, in maniera, fisica e metaforica, irreparabile.

Valeria Carnevali

Pergola // fino al 22 novembre 2015
Pierluca Cetera – IndiGesta
a cura di Davide Quadrio
SPONGE LIVING SPACE
Via Mezzanotte 84
[email protected]
www.spongeartecontemporanea.net

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/48672/pierluca-cetera-indigesta/

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.