Francesco Ardini a Roma. Dal fiume degli inferi

Federica Schiavo Gallery, Roma – fino al 4 luglio 2015. Tra presenza e assenza, le ceramiche di Francesco Ardini raccontano un remoto passato. E rivelano un presente spettrale e a tratti horror.

Francesco Ardini – Stige - veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2015 - photo Giorgio Benni
Francesco Ardini – Stige - veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2015 - photo Giorgio Benni

Sembra che per la sua prima mostra romana alla Schiavo Gallery, Francesco Ardini (Padova, 1986) si sia metaforicamente seduto a guardare lo scorrere a ritroso del tempo per rinvenire le origini della sua techne che, impossibile da imbrigliare in troppo strette definizioni, coniuga con acutezza arte e design. Dal potente e temuto Stige, fiume greco degli inferi, emergono relitti in gesso, sagome ormai vuote, creatrici di terrecotte. Come reperti archeologici, mostrano cavità un tempo uteri di manufatti barocchi, vasellame con motivi floreali e di animali, nei quali il vuoto, in senso ontologico, richiama il pieno della materia assente.

Francesco Ardini – Stige - veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2015 - photo Giorgio Benni
Francesco Ardini – Stige – veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2015 – photo Giorgio Benni

La ceramica si materializza invece nell’informe torso, un “autoritratto” di gusto leoncilliano, segnato da fenditure e percorso da rivoli rossastri, adagiato, o meglio, costretto su una sedia. Mentre due tavoli consunti portano i segni di un terrorizzante convivio-sacrificio e della presenza umana nel cadente tessuto in brandelli, rosaceo come l’epidermide. Ardini sorprende con una intrigante mise en scène del caos e della precarietà della vita.

Eloisa Saldari

Roma // fino al 4 luglio 2015
Francesco Ardini – Stige
FEDERICA SCHIAVO
Piazza di Montevecchio 16
06 45432028
[email protected]
www.federicaschiavo.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/44240/francesco-ardini-stige/

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Eloisa Saldari
Eloisa Saldari (Roma, 1978), storica dell’arte e curatrice freelance, ha approfondito lo studio dei rapporti tra arti visive e scienza, in particolare nell’ambito dell’Arte Povera. Specializzata in comunicazione estetica e museale, è stata curatrice dello spazio sperimentale non profit Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, dal 2009 collabora con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio (Roma) nel coordinamento scientifico e organizzativo di mostre ed eventi. Si interessa di educazione all’arte con l’ideazione e la gestione di attività didattiche che introducono alla esperienza estetico-pedagogica e contestualmente è docente in master post-universitari. Collabora con riviste specializzate in arte contemporanea.