Dietro il paesaggio: arte a Ischia

Torre di Guevara, Ischia – fino al 21 settembre 2014. Una doppia personale di Marisa Albanese e Roberto Marchese rivitalizza la Torre di Guevara con una serie di azioni estetiche di stampo socio-antropologico. A Ischia si delinea un nuovo scenario dell’arte.

Dross5 - Roberto Marchese 2014, photo Amedeo Benestante

Una combinazione estetica, un doppio sogno, un dialogo tra due artisti, tra due generazioni, tra due modalità estetiche differenti ma non divergenti. Combinato disposto, la recente mostra organizzata a Ischia nei suggestivi spazi della Torre di Guevara, coniuga il lavoro di Marisa Albanese con quello di Roberto Marchese per costruire un percorso vertiginoso attraverso opere che si appropriano dello spazio, che dialogano con il territorio, che si pongono come piattaforme poetiche, come orizzonti di un processo “caratterizzato da input visivi eterogenei per incontrare le tracce archeologiche e geografiche della surmodernità”, come scrive la curatrice Michela Casavola.Dalla fotografia al disegno, dalla scultura ambientale a formule tecnologiche di natura analogica e digitale, l’esposizione invita lo spettatore lungo un sentiero traslucido di stampo antropologico per comporre un controspazio, un’eterotopia, un giardino creativo prezioso.

Mare Chiuso - Marisa Albanese, 2014 - particolare - photo Amedeo Benestante
Mare Chiuso – Marisa Albanese, 2014 – particolare – photo Amedeo Benestante

L’incontro tra i due artisti”, suggerisce Casavola, “dà vita ad un intreccio linguistico multimediale […] che veicola una vera e propria simbiosi, uno scambio di visioni su tematiche e contesti affini”.
Outline (2010), Cosa ferma le altalene? (2011), una serie di Diariogrammi miocinetici che registrano lo scorrere del tempo (2011-2012), Vento del sud (2012) o l’eccezionale Mare chiuso (2014) di Marisa Albanese si intersecano così alla serie DrossDross#1 inchioda il Manifesto del Terzo paesaggio di Gilles Clément a un chiodo che salta il fosso del tempo – di Roberto Marchese per rileggere l’ambiente, per sfruttare materiali eterogenei, per concepire un viaggio alla scoperta della natura, del quotidiano, della storia e delle storie legate al passato, al presente, al futuro.

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Antonello Tolve

Ischia – fino al 21 settembre 2014
Marisa Albanese / Roberto Marchese – Combinato disposto
a cura di Michela Casavola
TORRE DI GUEVARA
Via Nuova Cartaromana
328 2497264
[email protected]
[email protected]
www.torrediguevaraischia.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/35988/combinato-disposto/

 

 

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.