Quando l’arte è donna. Silvia Fiorentino al Museo Omero

Museo Tattile Statale Omero, Ancona – fino al 7 settembre 2014. “Percepire il soffio” è la mostra di Silvia Fiorentino allestita alla Mole Vanvitelliana. Installazioni, sculture, pitture, disegni, audio e testi che sanno coinvolgere tutti i sensi.

Silvia Fiorentino - Percepire il soffio
Silvia Fiorentino - Percepire il soffio

È difficile uscire oggi da una mostra e portarsi dietro un’eco su cui continuare a riflettere, che vada oltre la momentanea emozione. Percepire il soffio pone di fronte a questa piacevole difficoltà: è un patrimonio di pensieri che prendono forma nella visione dell’artista ma che continuano a soffiarci all’orecchio e stimolare i nostri sensi assopiti dall’abitudine.
E non solo per questo aspetto si può affermare che l’arte di Silvia Fiorentino (Ancona, 1962) è donna: non lo è perché oggi è un facile slogan pubblicitario da associare a un evento alla moda, ma perché il modo di lavorare di questa artista ha tutte le caratteristiche dell’essere femminile.
Donna è colei che dona e riceve, che sa far apparire lieve anche il dolore, e le installazioni in mostra al Museo Omero – rimasto, pur tra mille difficoltà, unico baluardo della cultura dell’arte del capoluogo marchigiano, in mezzo al dilagare di appuntamenti con l’artigianato – hanno il dono della leggerezza e dell’eleganza, sanno far intuire la complessità.

Silvia Fiorentino - Percepire il soffio
Silvia Fiorentino – Percepire il soffio

Le opere di Silvia Fiorentino traducono la sua riflessione in forme libere e naturali, in segni di un’indeterminatezza che dice che non ci sono parole, definizioni per contenere tutto l’essere. L’arte è per l’artista un confine di mezzo tra gli opposti, che pure racchiude, è isolare un momento fino ad arrivare all’essenziale. Volontà dell’artista è arrivare al vuoto, vuoto non come assenza ma come ascolto, il vuoto che si forma durante la meditazione per divenire corpo percezione cultura.
In questa mostra Silvia Fiorentino si concentra sul suo essere artista e donna, mettendo allo scoperto insieme paure e sicurezza, forza e fragilità, senza intermediazioni, consapevole che sono emozioni universali, che coinvolgono lei come tutte le donne, per una volta facendosi lei stessa protagonista e portavoce di realtà che è solita ascoltare.
Arazzi, sculture di tela, installazioni di stoffa e ceramica, opere che uniscono disegno fotografia e pittura, la solidità dell’architettura e l’invisibilità della parola, che pure pesa come una preghiera-maledizione: sono lavori che raccontano la femminilità in tutti i suoi aspetti, dilatano la percezione coinvolgendo tutti e cinque i sensi; recuperano la manualità antica del fare primordiale – tessere, ricamare, impastare ceramica, ascoltare e raccontare storie – e parlano in essenza di una donna che è creatrice, la cui sessualità non ha nulla di malizioso, ma si fa porta di ingresso e di uscita dell’anima e della spiritualità; la cui figura diventa nell’immaginario dell’artista vertebra e osso, perché il suo pensiero è spina dorsale della vita, e, sopra ad ogni cosa, è bellezza.

 

Annalisa Filonzi

 

Ancona // fino al 7 settembre
Silvia Fiorentino – Percepire il soffio
a cura di Valerio Dehò
MUSEO TATTILE STATALE OMERO
Banchina da Chio 28
071 2811935
[email protected]
www.museoomero.it

 

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Annalisa Filonzi
Laurea in Lettere classiche a Bologna, torno nelle Marche dove mi occupo di comunicazione ed entro in contatto con il mondo dell'arte contemporanea, all'inizio come operatrice didattica e poi come assistente alla cura di numerose mostre per enti pubblici e privati del territorio. Dell'arte mi interessano soprattutto i nuovi linguaggi e gli artisti che si fanno portavoce e anticipatori delle emozioni del nostro tempo: video, fotografia, street art, contaminazioni di linguaggi. Nel 2007 fondo l’associazione culturale GLAZonART per la quale curo la mostra “VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica” presso il Museo d’Arte Moderna di Mosca. Ora insegno di ruolo Lettere negli istituti superiori, alternando l’attività didattica a quella di critica, principalmente per la rivista Artribune, e di curatrice indipendente, per la quale collaboro con gallerie e festival come l’Associazione AOCF58 di Roma, il festival Nottenera di Serra de’ Conti e altre realtà del territorio. Dal 2013 curo il progetto dello spazio espositivo USB Gallery a Jesi (AN), una homegallery a cui ho dato vita nella mia abitazione e che gestisco nello spirito di assoluta libertà, ricerca e incontro insieme agli artisti ospitati, per dare forma alla complessità e alla profondità dei nostri tempi che solo l’arte contemporanea può indagare.