Case che sognano l’acqua. Un reportage di Ettore Moni

Un_Type / Blank, Parma – fino all’11 aprile 2014. Sospese, ma anche instabili e pronte a staccarsi dalla riva e a navigare sul Grande Fiume. Sono case galleggianti o su palafitte, sono luoghi leggeri e irregolari che punteggiano le rive del Po. Sono le protagoniste di un reportage fotografico di Ettore Moni.

Ettore Moni, Case sospese, 2013, courtesy l’artista

I luoghi sono quelli di Zavattini, di Guareschi, di Ligabue, le zone golenali della provincia di Piacenza intorno a Caorso, di Parma nei dintorni di Sissa, di Reggio Emilia tra Boretto e Brescello, fino al mantovano con Suzzara, Ostiglia, Revere. Il fiume è il Po, quella spina dorsale della Pianura Padana che ha sempre dato vita e morte, e ispirato racconti, suggestioni e immagini di grande forza, come forti e paurose sono le sue piene.
Ettore Moni (Parma, 1967) ha scelto di fotografare un altro lato del fiume, quello delle costruzioni effimere che si affacciano e si appoggiano su di esso, le Case sospese su pali nella golena o galleggianti sulle acque inquinate, resti dei vecchi ponti di barche. Con il suo banco ottico, maneggiando lastre fotografiche e stampando senza alcun fotoritocco, ha condotto un’indagine che non ha nulla di nostalgico o malinconico, ma piuttosto un’impronta antropologica, nonostante nelle fotografie non compaiano mai persone ma solo le loro tracce: i vasi di gerani curatissimi, le seggioline da bar, i panni stesi. Sullo sfondo, spesso a occupare gran parte dell’immagine, la divinità fluviale, amata e sfidata allo stesso tempo da abitanti coraggiosi e anarchici.

Marta Santacatterina

Parma // fino all’11 aprile 2014
Ettore Moni – Case sospese
a cura di Alberto Nodolini ed Elisa Maestri
UN_TYPE / BLANK
Strada San Nicolò 7 / Viale Tanara, 15
0521 206076 / 0521 272697
[email protected]
www.untype.it

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.