Martin Creed? L’arte è divertente!

Hayward Gallery, Londra – fino al 27 aprile 2014. Martin Creed invade la galleria londinese con una mostra fatta con neon, dipinti, installazioni, migliaia di palloncini. E automobili che si mettono in moto da sole.

Martin Creed, Work No. 200, 1998 - photo Linda Nylind

Martin Creed (Wakefield, 1968), nonostante gli ormai 45 anni suonati, si diverte ancora a spiazzare il suo pubblico. Più di una volta, visitando la mostra allestita alla Hayward Gallery, il visitatore si scopre bersaglio ironico delle opere dell’artista. La sfida è ludica e intellettuale allo stesso tempo, giocata sul ruolo e sul significato dell’arte. L’osservatore ha due scelte: rifiutare e denigrare, o accettare e stare al gioco. Se accetta, la mostra diventa il luogo del divertimento e della meraviglia; come nelle intenzioni dell’artista, un teatro in slow-motion in cui lo spettatore è libero di addentrarsi.
Il prologo è la prima, enorme, sala, dove un divano ostruisce l’ingresso del pubblico e un neon lungo dodici metri, Mothers, monumento alla maternità, ruota ad altissima velocità rischiando di decapitare i visitatori più alti nel mezzo di un concerto sincopato di metronomi impazziti.
Il tutto, ovviamente, sotto lo sguardo divertito dell’artista, che osserva dall’autoritratto appeso alla parete, a darci il benvenuto e a chiederci divertito: What’s the point of it? (Che senso ha tutto ciò?).

Martin Creed, Work No. 1092, 2011 - photo Linda Nylind
Martin Creed, Work No. 1092, 2011 – photo Linda Nylind

La mostra, prima retrospettiva dedicata a Martin Creed, comprende più di 160 opere, e fuoriesce dai consueti spazi espositivi per invadere ascensori, corridoi, terrazze, e toilette. Comprende oggetti comuni ordinati nel tentativo organizzare il caos quotidiano: pile di sedie, tavoli, Lego, cactus, scatoloni di cartone e travi d’acciaio. Ripetizione e serialità che si ritrovano anche nella produzione grafica, nelle stampe di broccoli appesi a occupare un’immensa parete e negli strati di colore accostati a forma di ziggurat.
Tra enormi muri dipinti, installazioni fatte con il nastro adesivo e scritte al neon, Creed inserisce oggetti qualunque che prendono vita magicamente: un pianoforte a coda che si apre e comincia a muoversi, una porta che sbatte senza vento, tende che mostrano e nascondono la vista, una Ford Focus che improvvisamente accende motore e radio, attiva tergicristalli e clacson, spalanca gli sportelli, per poi ritornare a essere una semplice, rassicurante berlina.
Non mancano estremi concettuali e di provocazione: un foglio accartocciato in vetrina, una minuscola pallina di Blu-Tack schiacciata contro la parete, video che filmano funzioni corporali, vomito ed erezioni.
L’universo di Creed comprende tutto questo: serialità, ritmo, colore, teatro, oggetti quotidiani, funzioni basse. Tuttavia, quello che all’artista riesce meglio è stupire e divertire: con le luci di una sala che si spengono e accendono ogni 30 secondi (Work No. 127 The lights going on and off) e con vigilanti che suonano un pianoforte premendo un tasto alla volta (Work No. 736 Piano accompaniment).

Martin Creed - What’s the point of it? - veduta della mostra presso la Hayward Gallery, Londra 2014 - photo Linda Nylind
Martin Creed – What’s the point of it? – veduta della mostra presso la Hayward Gallery, Londra 2014 – photo Linda Nylind

Il vero pezzo forte della mostra è però una stanza a parte, riempita con quasi settemila palloncini bianchi che imprigionano esattamente metà dell’aria contenuta nello spazio stesso: Work No. 200 Half the air in a given space è un paradiso da luna park dove visitatori di tutte le età si nascondono e si fanno spazio tra pallocini colpendosi a vicenda e giocando tra sconosciuti, uno spazio irreale dove l’arte è pura gioia e divertimento.

Roberta Minnucci

Londra // fino al 27 aprile 2014
Martin Creed – What’s the point of it?
HAYWARD GALLERY
Belvedere Road
+44 (0)20 79604200

[email protected]
www.southbankcentre.co.uk

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Roberta Minnucci
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi in Fenomenologia dell’arte contemporanea. Durante gli studi trascorre un anno all’estero all’Université Le Mirail di Toulouse (Francia) e a Bologna svolge un tirocinio nella Fondazione Federico Zeri ed un altro nella Galleria d’Arte Maggiore. Nel 2011 collabora con la Fondazione-Museo Pino Pascali in occasione della mostra dedicata a Bertozzi & Casoni, vincitori del premio. Successivamente trascorre un periodo nella Southampton City Art Gallery (Southampton, UK), dove cura la mostra dal titolo “Red: A Coloured Sensation”. Si trasferisce poi a Londra, dove si trova tutt’ora. Scrive per Segno ed Artribune.
  • Ruote telluriche

    Mi sembra un accumulo di minchiate: più che il giullare che tira la merda agli spettatori , l’artista imbecille.

  • http://whlr.blogspot.it/ Luca Rossi

    ed invece Creed è un ottimo artista: ha sviluppato una certa leggerezza divertente, tipica degli anni 90, ma non solo. Un Felix Gonzalex Torres più dispegnato e allegro…le sue opere hanno valore perchè discendono da un modo di valore. Perchè è un modo che serve nella nostra vita ogni giorno. Detta brevemente. Ed è consapevole tra intenzioni-progetto-contesto…non pretende certo di salvare il mondo, ma con questa consapevolezza sicuramente lo migliora e migliora il nostro approccio al mondo….

    • Stanlio Shuster

      Bravo Luca Rossi. Sono d’accordo. Sono d’accordo anche senza la pippa della “consapevolezza intenzioni-progetto-contesto”, che vuol dire tutto e non vuol dire niente (‘ste formulazioni fumose lasciale stare, dai).

      • http://whlr.blogspot.it/ Luca Rossi

        Fumose per niente. La critica d’arte (CHE IN ITALIA MANCA TOTALMENTE) dovrebbe proprio argomentare rispetto ad opera, intenzioni e contesto. Che valore ci può essere in un bicchiere d’acqua nel deserto? Perchè ho portato un bicchiere d’acqua nel deserto?

        Mentre invece vediamo giovani e meno giovani artisti che propongono opere totalmente inconsapevoli, che esistono e resistono solo perchè 4 addetti ai lavori le selezionano e le difendono (sempre in silenzio). Ma il problema non è negli artisti ma in un contesto intorno totalmente immaturo e incapace da 25 anni a questa parte.

        Basta vedere gli ultimi padiglioni italia…ho detto tutto. Zero personalità, solo calderoni caotici da cui emerge unicamente il curatore, che però non è un artista e quindi si perde in interviste, e rimane sempre un vuoto.

        • Stanlio Shuster

          Mica ho detto di non argomentare!! Ho detto di non essere stucchevoli e fumosi.

          • http://whlr.blogspot.it/ Luca Rossi

            Capisco che ci sia voglia di ricreazione…ma stucchevole poi….la sfida è andare oltre il mi piacenon mi piace

          • Stanlio Shuster

            Parole in libertà. Viva.
            In fondo hai ragione: ci vuole sempre intenzione tra contesto consapevolezza e progetto!
            Ops, volevo dire che ci vuole sempre un progetto concepito nel contesto dell’intenzione!
            No scusa, che ci vuole un’intenzione con abbia tutta la consapevolezza di un progetto-contesto!

          • Stanlio Shuster

            Illuminante direi.

  • Pingback: Martin Creed? L’arte è divertente! | Artribune | Pittura1arte2disegno3()

  • ruote telluriche

    Va bene Nartin Creed è un ottimo artista :) grande come Gonzales Torres :)
    Ma cosa significano quei quattro commenti eliminati?
    Così, tanto per sapere perchè il mio credo sia tra quelli.
    avevo scritto qualche parolaccia? scusate, non ricordo bene
    E chi è che li ha eliminati?Fate come grillo che zittite i dissidenti?
    E perchè chi elimina ha più potere di
    di chi è eliminato?Dittatura della maggioranza?
    Ma la maggioranza in arte sbaglia spesso!
    Caro Artribune non mi piace!
    L’avevo detto a Giacomelli che con le nuove regole basta mettersi d’accordo in due o tre e si fanno fuori i bastian contrari.
    Siete fortunati che io non ho il tempo da perdere del spesso valido Whitehouse perchè se mi mettevo d’accordo con mia suocera mia moglie mia sorella e un paio di amici con tre mail diverse a testa
    facevamo passare come maggioritaria l’idea che il Mutandari è
    meglio di Caciofritto!

    tanti saluti da
    ruote telluriche
    (pneumatici michelin)

    • Sbordignon

      “E perchè chi elimina ha più potere di
      di chi è eliminato?”

      ovvio . invece che perdere tempo a metterti d’accordo con zie suocere etc puoi anche comprarti direttamente pacchi di “mi piace” telematici da cina e singapore come fanno i very gangsta rapper su facebook e youtube .

      • Ruote telluriche

        Si guarda che lo so : quando scrivevo sotto il nome
        Di pneumatici michelin avevo fatto notare che il
        Video su you tube di un artistucolo che non sto
        A citare aveva raccolto un numero di Mi piace
        Superiore a quello di jimi hendrix a woodstok :)