Quando riappropriarsi degli spazi è un Macello

Quattro artisti si confrontano in un’indagine antropologica, spaziale e politica con uno spazio suggestivo ma complesso come un vecchio macello. Testimoniando come si possa condurre attivamente lo spettatore oltre la storia dei luoghi e le aspettative più battute. A Padova, fino al 29 dicembre.

Sandstorm - Mark Pozlep - Ex Macello, Padova 2012

Benché le mostre in questo luogo siano frequenti, l’ex Macello è un sito straniante che incute soggezione. Eppure è uno spazio che è possibile ridefinire, piegare a nuove istanze. Il progetto Sandstorm mette insieme quattro artisti che scelgono di intervenire in situ delineando nuove prospettive, psicologiche e visive su quell’edificio.

Ecco così Nicola Genovese evocarne il passato scuotendo dei vecchi catenacci – grazie a dei motori elettrici – suggerendo ipotesi di un nostro futuro in cattività; oppure Mark Požlep costruire una teca in vetro entro cui condensare l’umidità del (nostro) fiato prodotto da una macchina sparafumo posta al centro dell’edificio. Alessandra Messali traccia poeticamente una costellazione collocando in aria dei vestiti teatrali che da un particolare punto di vista rendono visibile l’Orsa Maggiore. Tagliente e politica invece Lia Cecchin che dispone in forme geometriche primarie i pannelli impiegati come supporto per le mostre degli artisti locali, dopo aver ripulito lo spazio da una superfetazione visiva imbarazzante.

 

Daniele Capra

Padova // fino al 29 dicembre 2012
Sandstorm
artisti: Lia Cecchin, Nicola Genovese, Alessandra Messali, Mark Požlep
a cura di Caterina Benvegnù
EX MACELLO
via Cornaro 1
www.sandstorm-project.tumblr.com

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Daniele Capra
Daniele Capra (1976) è curatore indipendente e militante, e giornalista. Ha curato oltre cento mostre in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Croazia, Albania, Germania e Israele. Ha collaborato con istituzioni quali Villa Manin a Codroipo, Reggia di Caserta, CAMeC de La Spezia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, MMSU di Rijeka, Museo Bernareggi di Bergamo, Galleria d'Arte Moderna di Genova, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine, la Galleria Nazionale di Tirana, la Fondazione Dena di Parigi, il Museo Ca’ Pesaro a Venezia, la Galleria Civica di Trento, il Comune di Milano, il Museo Janco Dada di Ein Hod - Haifa. Ha tenuto lezioni sull'arte contemporanea alla Wizo NB School di Haifa, all'Accademia di Belle Arti di Venezia e di Verona. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Ha scritto oltre trecentocinquanta articoli su riviste e quotidiani. Collabora con Il Manifesto, Artribune e i quotidiani del Gruppo Espresso. Vive di corsa, con il portatile sempre acceso e pile di libri che attendono di essere letti.