Evanescenza dell’identità. Diego Singh esordisce in Europa

Con “SubmariNe Uploading”, Diego Singh è a Napoli per la sua prima personale europea. Da Annarumma, fino al 12 dicembre. Con un ritorno alla pittura che è sintomo di lentezza e meditazione.

Diego Singh - SubmariNe Uploading - veduta della mostra presso la Galleria Annarumma, Napoli 2012

Sillabata da 7 opere, da 7 momenti, da 7 brani preziosi, la prima personale europea di Diego Singh (Argentina, 1979; vive a Miami) muove da una riflessione in cui la manualità torna a essere ingrediente fondamentale di un pensiero critico che fa i conti con l’originarietà del linguaggio, con quello che Lacan definiva “corpo della madre”. Il ritorno al linguaggio lento e antico della pittura coincide, per l’artista, con un ritorno necessario alla meditazione. A un miocinetismo basilare in cui il segno mantiene la sua aderenza con il pensiero. A un intervallo fisiologico e a un percorso in cui la costruzione dell’opera coincide con l’analisi di un policentrismo planetario che genera distorsioni.
A questa inclinazione appartengono non solo cinque meravigliosi lavori della serie Denim, ma anche due esempi di un discorso dedicato al Chaptha script, territorio post-etnico in cui l’uomo, per affermarsi, deve pronunciare la differenza dalla macchina, la propria pregiata identità.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 12 dicembre 2012
Diego Singh – SubmariNe Uploading
GALLERIA ANNARUMMA
Via Carlo Poerio 98
081 0322317
[email protected]
www.annarumma.net 

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.