L’entropia minimale di Magali Reus

Un ordine asettico apparente e senza vita, che nasconde elementi di precarietà. Magali Reus lavora per contrasti, dove l’ordine minimalista rivela l’entropia dell’esistenza. Interventi site specific alla Unosunove di Milano. Fino al 17 novembre.

Magali Reus - Hands Down - veduta della mostra presso Unosolo Project Room, Milano 2012

Magali Reus (L’Aia, 1981; vive a Londra e a L’Aia) è alta, indiscutibilmente nordica. Appoggiata all’ingresso in camicia color senape, accoglie il pubblico milanese per il suo primo solo show italiano. Apre al pianterreno con tre lavori che sintetizzano la sua attuale ricerca, che succede alla mostra ON da The Approach a Londra del 2011: due catene tirate fra il pavimento e il soffitto (a Line up) si proiettano inguainate di silicone, completamente rigide, in contrasto con la dinamicità delle loro maglie. Una lastra di alluminio satinato riflette profondità e morbidezze quasi di velluto e apre giochi di chiaroscuri, sfuggendo alla cornice gialla sbordata nel lato alto, creando una nota dissonante (Noise). Una mensola in dis-equilibrio con un tubo cavo d’acciaio addossato a una lattina schiacciata, pronta per il riciclaggio (Absolute zero). Varianti del gioco tubo/lattina, cavo/pieno, rigido/accartocciato al piano interrato, sotto le volte. L’oggetto industriale e inanime rivela la precarietà dell’esistenza, andando incontro all’entropia che inesorabilmente abbraccia l’universo, anche inorganico, emettendo un urlo sordo.

Neve Mazzoleni

Milano // fino al 17 novembre 2012
Magali Reus – Hands Down
UNOSOLO PROJECT ROOM
Via Broletto 26
02 39663656
[email protected]
www.unosolo-projectroom.blogspot.it

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Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni. Background di storica dell’arte e filosofa, perfezionata in management dell’arte e della cultura e anche in innovazione sociale, business sociale e project innovation. Per anni è stata curatrice ed exhibition manager della collezione corporate internazionale di UniCredit all’interno del progetto UniCredit&Art; attualmente ricopre ruoli di comunicazione per progetti di finanza sociale e sostenibilità. Quando riesce cura progetti artistici come indipendente. Ha scritto per diverse testate di settore sulle fondazioni e imprese private impegnate nello sviluppo di progetti culturali, di centri di produzione culturale dal basso, di arte contemporanea. I suoi maggiori interessi sono l’innovazione sociale a base culturale, le forme di ibridazione fra i settori pubblico e privato a favore della cultura, i dibattiti sulla sostenibilità sociale e ambientale che fanno leva sulla cultura.