Poesia dell’assenza

Alla Galleria Kaufmann Repetto di Milano, l’artista marocchina Latifa Echakhch presenta i suoi scenari drammatici e musicali. Gesti minimi ma intensi, poetica riflessione sull’assenza. Fino al 28 marzo.

Latifa Echakhch - Skin - 2012 - courtesy l’artista & Kaufmann Repetto, Milano - photo Roberto Marossi

Aste senza bandiere, sottili colature d’inchiostro nero sul vetro, esili stecche metalliche senza quadri; forme longilinee, delicate, ma cariche di potenza drammatica e sensibilità musicale. Ritmo ascendente e discendente. Oggetti e gesti quotidiani “semplici”, siano essi relativi alla realtà artistica o ai costumi sociali della contemporaneità, sono avvolti da un’aura enigmatica e sospesi nel tempo; cumuli di scarpe o misteriose nature morte rimandano a pratiche religiose, tragiche stragi o scenari abbandonati. Il nero trasporta alcune opere in una “dimensione prelinguistica”, comunicazione negata ma comunque presente: un mosaico di fogli di carta carbone applicati su grandi tele. I lavori di Latifa Echakhch (El Khnansa, 1974; vive a Martigny), raccolti nella mostra Verso, evocano con lirica semplicità complesse atmosfere. Poesia dell’assenza.

Gaspare Luigi Marcone

Milano // fino al 28 marzo 2012
Latifa Echakhch – Verso
KAUFMANN REPETTO
Via di Porta Tenaglia 7
02 72094331
[email protected]
www.kaufmannrepetto.com

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Gaspare Luigi Marcone
Gaspare Luigi Marcone (1983; vive a Milano). Artista e curatore, dopo un periodo di studio alla Goethe Universität di Francoforte (D) si è laureato in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano (2006) dove è stato collaboratore del Dipartimento di Storia dell’Arte (2007-2010). Ha pubblicato contributi accademico-scientifici, testi critici e curato mostre su artisti quali Bern&Hilla Becher, Irma Blank, Erik Dietman, Gilbert&George, Roman Opalka, Claudio Parmiggiani, Anne e Patrick Poirier, Eva Sørensen, David Tremlett e altri. Ha curato la mostra monografica di Anne e Patrick Poirier Il giardino della memoria. Progetto per una necropoli contemporanea al Museo MADRE di Napoli (2011). È collaboratore di riviste di arte e cultura contemporanea quali “Artribune”, “Nuova Meta”, “Titolo”. Ha esposto in mostre personali e collettive a Bologna, Milano, Torino, Verbania.

2 COMMENTS

  1. l’unica assenza che vedo in questa mostra è quella del buon senso di chi considera questa un’arte degna di rispetto.
    Un grande vuoto per nulla poetico,
    l’artista avrebbe gli strumenti per andare oltre queste banalità.

  2. Banalità pura, non arte, manca la ricerca della forma, e ripropone cose vuote viste e riviste fino alla nausea. Inutile ricamarci sopra discorsi retorici e del tutto privi di significato, il nulla è nulla e il conformismo visivo della mediocrità è mediocrità, anche se presentato su un vassoio d’argento.

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