La vita secondo Jim

Non è James Belushi della sitcom americana “According to Jim”, ma è lo scozzese Jim Lambie. Nella torinese Fetta di Polenta, ormai S.r.l. di Franco Noero, l’artista si muove piano piano mascherando porte, nascondendo finestre, inventandosi pareti e soffitti capovolti. Ma se l’artista si sposta apparentemente in silenzio, non significa che sia muto… “Everything Louder Than Everything Else”, fino al 15 marzo.

Jim Lambie – Everything Louder Than Everything Else - veduta della mostra presso la Galleria Franco Noero, Torino 2012

Che “ogni cosa sia più vistosa e rumorosa di qualcos’altro” per  Jim Lambie (Glasgow, 1964) è uno statement più che il titolo di una personale – la quarta nel capoluogo piemontese. Tutto nella sua visione del mondo è rivestito da un’aura particolare: ogni oggetto – se poi si tratta di cinture in metallo, lastre arrugginite e fogli di alluminio, tanto meglio – ha diritto di parola. Alla sacralità reverenziale nell’assemblage di pezzi chiassosi si aggiunge la venerazione per lo spazio. Destrutturati però con gentilezza sono i diversi piani di Casa Scaccabarozzi. Ogni stanza assume una vitalità nuova, vuoi per l’installazione a parete di vortici concentrici in legno colorato, vuoi per l’introduzione di scale ricoperte da specchi che conducono verso il cielo, o per i numerosi inserti psichedelici, echi di quella musica che oggi è considerata vintage.

Claudio Cravero

Torino // fino al 15 marzo 2012
Jim Lambie – Everything Louder Than Everything Else
GALLERIA FRANCO NOERO
Via Giulia di Barolo 16d
011 882208
[email protected]
www.franconoero.com


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Claudio Cravero
Claudio Cravero (Torino, 1977). Curatore di base a Dubai, dal 2014 al 2018 è direttore artistico della sezione contemporanea del Museo King Abdulaziz Center in Arabia Saudita. La sua ricerca indaga l’arte contemporanea quale forma di resistenza contro la censura pubblica nell’area del Golfo e del Medio Oriente. Dal 2008 al 2014 è co-direttore artistico presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino dove, con Piero Gilardi, si è occupato di ecologia culturale e socially engaged art. Nel 2014 è curatore di Onufri Prize, promosso dalla National Gallery of Fine Arts di Tirana, Albania. Ha inoltre collaborato con il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2004-2006) e con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2002-2004). È membro di comitati di giuria internazionali (Coal e Domaine de Chamarande, entrambi a Parigi) ed è lecturer e coordinatore del Master in Curatorial Practice presso lo IED di Venezia. È infine autore di saggi raccolti in diversi cataloghi e articoli pubblicati su art magazine e blog (Artribune, Roma; Sleek Magazine, Berlino; Freemuse, Copenaghen).