Trilogia del Caos. Quando la mostra si fa saggio

Una mostra in tre capitoli. Arriva alla tappa conclusiva il progetto curatoriale di Raffaele Gavarro dedicato al tema del caos. L’ispirazione è pasoliniana ma i temi affrontati non potrebbero essere più contemporanei. A Venezia, sulla fascinosa Isola di San Servolo, fino al 17 luglio.

Il Caos #3. I conflitti

Tre appuntamenti. Tre momenti di azione e riflessione sullo stato attuale delle cose. Su problematiche scottanti. Sugli (a volte indecenti) incidenti del presente. Il progetto triennale formulato da Raffaele Gavarro per l’Isola veneziana di San Servolo schiude un discorso espositivo teso a riappropriarsi del reale per proporre una gamma di tematiche che attanagliano il paesaggio quotidiano. Partendo da “Il caos”, la rubrica curata da Pier Paolo Pasolini dal 6 agosto 1968 al 24 gennaio 1970 sul settimanale Tempo, Gavarro schiude una trilogia espositiva dedicata al presente dell’arte e della vita. Ma anche al dialogo (quantomai necessario), al dibattito, al dissenso e alla tensione. All’incontro e allo scontro costruttivo.
Dopo un primo episodio dedicato al lavoro (IL CAOS #1 Il lavoro, 2009) con opere di Marco Bonafè, Gea Casolaro, Donatella Di Cicco, Danilo Donzelli, Sandro Mele, Alice Schivardi, Giuseppe Stampone ed Enrico Vezzi, e dopo un secondo momento rivolto alle questioni della migrazione (IL CAOS #2 Le migrazioni, 2010) con progetti di Theo Eshetu, Michale Fliri, H.H. Lim, Paolo Meoni, Alex Mirutziu, Ivana Spinelli e Driant Zeneli, i conflitti segnano, ora, la chiusura del progetto. Un disegno curatoriale teso a “documentare l’impegno etico e sociale che sta esprimendo l’arte del presente” (Gavarro), per costruire una riflessione preziosa e, contemporaneamente, offrire una sede di incontro e dibattito con la voglia, forse, di “ricominciare daccapo” a pensare (Pasolini).

Il Caos #3. I conflitti

Con IL CAOS #3 I conflitti, Gavarro accentua e specifica, così, la volontà di mostrare un panorama artistico che sceglie “di impegnarsi nella comprensione della realtà e nella denuncia di quegli aspetti della nostra società più complessi e contraddittori”. Un panorama che “nell’ultima decade, ha spostato il proprio campo di azione dalla dimensione estetica a quella più propriamente etica, trovando un nuovo ruolo e una rinnovata funzione nel nostro complesso ambiente attuale”.
Gabriele Basilico, Raffaella Crispino, Regina Josè Galindo, Kaarina Kaikkonen, Tigran Khachatryan, Piero Mottola, Alejandro Vidal, Amir Yatziv
. Questi gli artisti dell’ultimo appuntamento. Artisti che si misurano, ancora una volta, con i territori della vita per mettere in luce una doverosa riappropriazione del tempo e della storia. Ma anche per evidenziare i dolori e i turbamenti del mondo. Di un mondo devastato dall’“orrendo universo del potere e del consumo” (Gian Carlo Ferretti).

Antonello Tolve

Venezia // fino al 17 luglio 2011
Il Caos #3. I conflitti
a cura di Raffaele Gavarro
www.sanservolo.provincia.venezia.it

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.