Spazi aperti, spazi chiusi

Alla Galleria Massimo Minini, la natura loquace di Hamilton Finlay dialoga con le gallerie claustrofobiche di Paolo Novelli. A Brescia, fino al 17 settembre.

Ian Hamilton Finlay - Sails

Da una parte l’idillio bucolico di Ian Hamilton Finlay (Nassau, 1925 – Edinburgo, 2006), snocciolato a parole, riprende passi di Jean-Jacques Rousseau e li contrappone all’iconografia classica: tramite la poesia concreta, il peso sonoro e significativo intrinseco in essa si materializza e si compie nello spazio naturale, nei giardini che diventano estensione naturale della parola, nelle parole che superano il limite fisico e si infiltrano nell’oggetto materiale e nello spazio.

Dall’altra, le fotografie di Paolo Novelli (Brescia, 1976) rivelano un interesse al negativo, focalizzato su quelle zone d’ombra tendenzialmente lasciate in secondo piano, gallerie consunte e corrose, in balia del traffico e dell’oscurità ritmata dal passaggio delle auto. E marmi funerari, umanizzati dalla bellezza dello scorrere del tempo.

Renata Mandis

Brescia // fino al 17 settembre 2011
Ian Hamilton Finlay – Mean Terms

Paolo Novelli – Interiors

a cura di Arturo Carlo Quintavalle
www.galleriaminini.it

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