Bunga Bunga d’oltreoceano

Anche a New York il fenomeno delle donne dai facili costumi è in primo piano. Ma non sui quotidiani e i programmi televisivi. Al PS1, fino all’8 agosto, uno sguardo intimista nella vita di una donna disposta a tutto per colmare la solitudine. E che, come tante altre, scopre che il sesso è modo il più efficace per richiamare l’attenzione.

Laurel Nakadate – Lucky Tiger #1 – 2009 – courtesy Leslie Tonkonow Artworks+Projects

La stagione corrente del MoMA PS1 di New York conferma la sua ormai instaurata capacità di cogliere il presente quasi prima che si svolga, dedicando parte delle mostre ai temi dell’esibizionismo e del voyeurismo, in perfetta sincronia con la scoperta da parte degli italiani del potere socialmente distruttivo di tali fenomeni. La mostra personale di Laurel Nakadate (Austin, 1975; vive a New York), The Only Lonely, esamina il fenomeno delle donne che usano il proprio corpo per colmare le insicurezze dettate dalla solitudine e l’eccessiva esposizione al modello fornito dai media.
Visitando la mostra si può facilmente asserire che l’artista è il prodotto stesso dell’eccessiva attenzione rivolta all’esibizionismo nel contesto dell’attuale alienazione sociale. Lo spettatore si trova di fronte a una deformazione dei rapporti interpersonali, una condizione di cui soffre parte della popolazione contemporanea, spesso dovuta, come nel caso della Nakadate, alla riduzione del contatto umano a interazioni su internet, specialmente in ambito sessuale.

Laurel Nakadate - Exorcism in January - 2009 - courtesy Leslie Tonkonow Artworks+Projects

Le 365 foto esposte tradiscono immediatamente lo spirito della Nakadate: il progetto di scattare un autoritratto al giorno in cui l’artista piange, spesso seminuda e in pose provocanti, parla di una donna che ha trovato rifugio nella drammatizzazione della propria solitudine. Questo senso d’artificio accompagna l’intera mostra, specie nei tre film sceneggiati e diretti da Nakadate, il cui tema conduttore racconta di giovani donne che imparano che l’abuso sessuale può essere fonte di una sorta di morboso affetto.
Indubbi i riferimenti autobiografici, i cui riscontri si trovano negli altri progetti in mostra, ognuno condito da un’ossessiva sindrome da Lolita, particolarmente trasparente nei progetti video Happy Birthday e Oops in cui la Nakadate s’invita a casa di uomini di mezza età, di aspetto discutibile e dichiaratamente scovati in luoghi loschi, rispettivamente per farsi cantare “Tanti Auguri” davanti a una torta di compleanno e per mettere in atto la coreografia della canzone Oops I did it again di Britney Spears, chiedendo agli uomini a imitarla.
Gran parte dei progetti si presenta con una facciata d’ingenuità e un pizzico di perversione, ma è solo in Lucky Tiger che Nakadate allude ai suoi sentimenti riguardo al rapporto con gli uomini che sceglie. In questo progetto l’artista contatta un gruppo sul sito Craigslist con lo scopo di farlo riunire per esprimere opinioni riguardo alle foto soft-porn di Nakadate: la “giuria” in cerchio si passerà le stampe macchiandole in modo permanente con le dita imbrattate d’inchiostro nero.

Laurel Nakadate - Stay The Same Never Change (Julie and Tate) - 2008 - courtesy Leslie Tonkonow Artworks+Projects

Nel tentativo di controbilanciare la personale di Laurel Nakadate, il PS1 ha installato anche una retrospettiva sulle più importanti videoartiste dagli anni ‘60 a oggi: Modern Women: Single Channel si trova in una sala attigua alla personale di Nakadate, forse proprio per fare in modo che lo spettatore si domandi come esattamente ci siamo evoluti da artiste come Valie Export, che utilizzava il suo corpo nudo nelle performance per creare un’alternativa all’immagine puramente erotica del corpo femminile, e Dana Birnbaum, che ha dedicato la sua carriera a ridefinire il ruolo della donna nella società, mettendo in ridicolo quello assegnato dai media, fino alla Nakadate, che si riprende da sola negli alberghi a ore mentre consuma un rapporto con un compagno immaginario in Love Hotel.

Charlotte Cirillo

dal 23 gennaio all’8 agosto 2011
Laurel Nakadate – The Only Lonely
a cura di Klaus Biesenbach
MoMA PS1
Jackson Ave. 22-25 – 11101 New York – Qeens
Orario: da giovedì a lunedì ore 12-18
Ingresso: intero $ 10; ridotto $5
Info: tel. +1 7187842084;
[email protected]; www.ps1.org

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